Cerca

Mercoledì 20 Settembre 2017 | 11:31

Fa arrestare i parenti e viene rinnegato

Succede a Foggia con una lettera di due sorelle alla «Gazzetta». Marianna e Luana si dicono «sorprese e impietrite» dal pentimento del fratello Raffaele, ora chiamato «signor Bruno»
FOGGIA - Fino a ieri era il fratello, ora lo chiamano «il signor Bruno Raffaele». Due sorelle, Marianna e Luana Bruno, hanno scritto una lettera al quotidiano «La Gazzetta del Mezzogiorno» - pubblicata oggi in cronaca di Capitanata - in cui rinnegano il fratello Raffaele, 31 anni, che sta scontando una condanna a dieci anni per estorsione.
Motivo: con le sue dichiarazioni a forze dell'ordine e magistratura, Raffaele ha consentito nei giorni scorsi un blitz contro la criminalità organizzata sfociato nell'arresto di sette persone, fra le quali il fratello Rodolfo e il cognato Gianfranco Bruno.
Per Marianna e Luana, che si dicono «sorprese e impietrite» dal presunto pentimento di Raffaele, quelle accuse sono inventate. «Conosciamo il signor Bruno - scrivono - e la sua difficoltà psicologica legata all'assunzione di cocaina sin dall'età di 14 anni».
Questa condizione, proseguono le due sorelle, avrebbe portato Raffaele a violare la legge e a subire diverse condanne. «A causa della necessità di procurarsi il denaro - aggiungono - ha costretto la propria famiglia a vivere in condizioni pietose e disperate, tanto che solo il contributo della nonna e di noi famigliari ha permesso di sbarcare il lunario a lui e alla sua famiglia».
Per Marianna e Luana Bruno quelle fatte dal fratello sono «accuse calunniose mosse in danno di persone che nulla hanno a che vedere con la nostra famiglia. Nemmeno il riposo eterno a nostro padre (ucciso nel 1990, ndr) ha ritenuto di poter concedere - concludono - muovendo accuse prive di fondamento».

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400

Altri articoli dalla sezione