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Mercoledì 20 Settembre 2017 | 13:14

Il presidente Vendola «Una Fiera di transizione»

Il governatore di Puglia, con il presidente Lacirignola, ha presentato la 71ª edizione della Fiera del Levante. Le novità: India, Tibet e Sud Australia. Parte sabato con il presidente del Consiglio, Prodi, termina il 16 settembre. Prima visita in Italia del premier del Montenegro Zeljco Sturanovic. Nella Galleria delle Nazioni, 36 Paesi: 11 istituzioni alla Borsa degli Affari. Ospite d'onore la Macedonia, accordo con gli Emirati Arabi
Bari - Fiera del Levante BARI - «È una Fiera di transizione. È ancora una larva dentro al bozzolo e ha annunciato che intende diventare farfalla». È quanto ha affermato il presidente della giunta regionale della Puglia Nichi Vendola, definendo la 71ª edizione della Fiera del Levante di Bari che prenderà il via sabato,
alla presenza del presidente del Consiglio Romano Prodi, e terminerà
il 16 settembre. Una quarantina i Paesi complessivamente presenti tra Borsa degli Affari e Galleria delle Nazioni. Sette i saloni specializzati.
Tra le novità di quest'anno la presenza ufficiale, per la prima volta, di India, Tibet e Sud Australia. Ci saranno anche rappresentanti istituzionali ad alto livello del Montenegro. Sarà presente il premier Zeljko Sturanovic (prima visita in Italia) che parteciperà alla cerimonia inaugurale, insieme a una nutrita delegazione di suoi ministri, e, in Prefettura, incontrerà il premier Prodi.
Inoltre la Macedonia sarà l'ospite d'onore della Regione.
Infine sarà siglato un importante accordo con il più importante ente fieristico degli Emirati Arabi Uniti.
«È una Fiera che raccoglie tutti gli aspetti positivi di una grande e gloriosa tradizione - ha detto Vendola - e cerca di cominciare ad annunciare ciò che accadrà quando cambierà, anche urbanisticamente, nel corso dell'anno prossimo quando saranno aperti i cantieri per portare qui quegli elementi che ci possano rendere competitivi, anche per il tipo di struttura fieristica, con le grandi fiere internazionali».
«Già il presidente Lobuono - ha proseguito Vendola - aveva consapevolezza del mutamento alle porte: o si cambia o si muore. Non si può vivere nella Fiera come i soldati assediati del "Deserto dei Tartari" di Buzzati. Il nuovo - ha spiegato Vendola - sarà il cantiere di un nuovo padiglione. Il 2008 sarà l'anno del rinnovamento della mobilità trasportistica. La Fiera può sopravvivere se guarda con curiosità al sistema fieristico internazionale e vive le proprie alleanze. Così si sta dentro la globalizzazione senza paura e con la necessaria furbizia ma anche con la cooperazione».
«Il 2008 - ha aggiunto - ci sarà poi il salto di qualità sulla struttura giuridico-amministrativa di tutta la Fiera che non deve mai più essere un carrozzone regionale ma deve essere soggetto autonomo che si confronta con le altre istituzioni territoriali».
A questo proposito, rispondendo a una domanda, Vendola ha detto: «nelle prossime settimane presenteremo una proposta di riforma del sistema fieristico regionale. La Fiera del Levante può essere un vettore
della nuova identità della Puglia».
«Ci sono energie, risorse, esperienze straordinarie di grande innovazione - ha sottolineato -. Il punto fondamentale è quello di trasformarle non in episodi saltuari, occasionali ma fare delle eccellenze un vero e proprio sistema. Vale nel mondo economico, nel mondo della cultura e nel mondo della pubblica amministrazione».
A proposito delle fiere campionarie e della presenza dei grandi gruppi,
il presidente della Fiera del Levante Cosimo Lacirignola ha ricordato
che «l'85% delle imprese italiane sono medie e piccole. Occorre - ha
detto - non solo abbattere il muro fisico ma anche quello al nostro
interno dell'immobilismo e dei personalismi. Fiera del Levante sarà
anche un contenitore culturale e di idee».

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