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Sabato 23 Settembre 2017 | 15:00

Faida Foggiana: spari durante fermi

E' avvenuto quando agenti della squadra mobile, che dovevano sottoporre a fermo Gianfranco Bruno, si sono avvicinati al pregiudicato, che ha tentato la fuga con un complice impugnando un'arma • 6 gli arrestati
FOGGIA - Sono anche stati sparati colpi di pistola - che non hanno ferito nessuno - durante l'operazione nella quale sei provvedimenti di fermo emessi dalla Dda di Bari sono stati notificati da carabinieri del Ros e agenti di polizia ai pregiudicati ritenuti a capo della mafia foggiana.
E' avvenuto quando agenti della squadra mobile di Foggia, che dovevano sottoporre a fermo Gianfranco Bruno, hanno notato in via Ciano una Audi A4 e uno 'scooteronè che si sapeva essere stato rubato in precedenza. Accanto vi erano lo stesso Bruno, proprietario dell'Audi, e Mario Piscopia di 27 anni, con precedenti penali, che non era tra le persone destinatarie dei provvedimenti di fermo. Entrambi indossavano un casco: accanto a loro c'era Michele Verderosa, un altro dei pregiudicati da fermare.
Quando gli agenti hanno cercato di avvicinarsi, Bruno e Piscopia - secondo la ricostruzione fatta dalla polizia - hanno sfilato due pistole: Piscopia ha puntato l'arma contro gli agenti. Prima che i due avessero il tempo di sparare, gli agenti hanno fatto fuoco 4 o 5 volte per intimidire i malfattori.
Per sfuggire all'arresto, Bruno e Piscopia hanno quindi tentato la fuga, perdendo per strada una delle due pistole. Gli agenti hanno bloccato Piscopia e Verderosa, mentre Bruno è riuscito a rifugiarsi nella sua villa, dove è stato poi raggiunto e catturato.
Per questo episodio Bruno, Piscopia e Verderosa sono stati arrestati con l'accusa di tentativo di omicidio, ricettazione di una pistola e detenzione illegale di arma, ricettazione dello 'scooteronè. A Bruno e Verderosa sono anche stati notificati i provvedimenti di fermo della Dda barese con le accuse contestate a vario titolo di associazione mafiosa, detenzione illegale di armi e duplice tentativo di omicidio.
Nel corso dell'operazione, gli agenti hanno sequestrato due pistole calibro 7,65 con il colpo in canna e con il cane armato. Secondo quanto ha affermato il dirigente della squadra mobile, Antonio Caricato, gli arrestati stavano per eseguire un agguato contro esponenti del clan rivale, considerazione avvalorata anche da alcune frasi captate da un'intercettazione ambientale.
Intanto sono proseguite per tutta la notte le perquisizioni, tuttora in corso, che hanno consentito di recuperare materiale ritenuto utile ai fini delle indagini e anche un certo quantitativo di droga.
Le perquisizioni sono eseguite anche con l'ausilio di unità cinofile e con metal detector.

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