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Venerdì 22 Settembre 2017 | 01:15

Savinuccio tradito dall'amore per le corse di cavalli

E' stato arrestato a Lecce dai carabinieri il boss barese Savino Parisi, ritenuto capo del clan egemone di Bari. Secondo quanto si è appreso, pur essendo sorvegliato con obbligo di dimora, i carabinieri l'hanno sorpreso e arrestato mentre assisteva a una corsa clandestina di cavalli nell'ippodromo in disuso di Monteroni di Lecce
BARI - Savino Parisi, sorvegliato speciale, esponente di rilievo della criminalità barese e presunto «boss» del quartiere Japigia, scarcerato nei mesi scorsi dopo una lunga condanna per traffico e spaccio di sostanze stupefacenti, è tornato in carcere tradito dal suo amore per le corse dei cavalli. Una passione che lo ha spinto fino a Lecce dove è stato sorpreso tra gli spettatori di una gara clandestina nell'ippodromo in disuso di Monte­roni, ed arrestato dai carabinieri per una serie di violazioni alla sorveglianza speciale e all'obbligo di di­mora. Solo venerdì scorso «Savinuccio», era stato denunciato perchè sorpreso dai carabinieri a bordo di un fuoristrada a Torre a Mare (Ba), che guidava privo di patente in quanto sospesa per effetto delle sorveglianza speciale. In quella circostanza, però, era riuscito a sfuggire ai carabinieri che comunque lo avevano riconosciuto e denunciato in stato di irreperibilità.

Savino Parisi, alla vista dei carabinieri, ha tentato la fuga, scavalcando un muro alto sei metri, ma all'esterno dell'ippodromo ha trovato altri militari ed è così tornato sui suoi passi, cercando di confondersi tra i circa 300 spettatori della corsa clandestina, molti dei quali con precedenti penali. Proprio lo strano tentativo di fuga dell'uomo ha insospettito i carabinieri, ai quali Parisi ha fornito false generalità. Accompagnato al Comando Provinciale di Lecce per accertamenti, «Savinuccio» ha dichiarato poi il suo vero nome ed è stato arrestato. Gli investigatori hanno spiegato che la gara clandestina era stata organizzata in modo da sembrare quasi regolare, con tanto di premi ed un trofeo intitolato addirittura al Patrono di Lecce, Santo Oronzo. All'operazione dei carabinieri hanno preso parte 50 militari, che dopo aver «cinturato» l'area dell'ippodromo abbandonato, sono entrati in azione prima della gara. Accertamenti sono in corso nei confronti degli organizzatori della corsa, alla quale partecipavano 16 cavalli, 8 dei quali sono stati posti sotto sequestro per irregolarità dei documenti.

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