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Domenica 24 Settembre 2017 | 16:11

Un esercito di «pizzicati»

A Melpignano oltre 100mila persone hanno assistito al concerto finale della «Notte della taranta». I «tarantolati» hanno ballato sino all'alba al ritmo della «pizzica»
MELPIGNANO (LECCE) - E' stata la notte del bel canto salentino, dei violini, delle viole, dei contrabbassi, delle percussioni, ma soprattutto dei tamburelli. Fino all'alba, quando il sole ha dominato sul concertone finale della Notte della Taranta e ha scacciato i tarantolati. Oltre centomila gli spettatori che hanno ballato per tutta la notte nella magnifica piazza dell'ex convento degli Agostiniani dando vita alle ronde, così come si chiama il ballo a suon di pizzica.
L'Orchestra della Notte della Taranta è salita sul palco a mezzanotte passata, dopo l'apertura del concertone affidata ai giovanissimi Tasteracia, dimostrazione che i ragazzi qui preferiscono suonare la pizzica piuttosto che inseguire facili mode musicali. Poi è toccato ai cantori della tradizione popolare di tutta la Puglia: da Giovanni Avantaggiato a Mario Salvi, dai Cantori di Villa Castelli e di Carpino all'instancabile Uccio Alosi, fino ai magnifici suoni dell'Orchestra di Piazza Vittorio. Quindi, è cominciato l'atteso spettacolo firmato dal maestro concertatore Mauro Pagani. È stato subito chiaro l'omaggio di Pagani alla musica e alla tradizione del Salento con l'ouverture per soli archi - da lui stesso composta e diretta assieme a Mario Arcari - che ha dedicato la notte ai suoni del Mediterraneo e dei Balcani (le voci bulgare del quartetto Eva Quartet ne sono state la testimonianza).

Gli ospiti sono stati solo il corollario di un concerto fatto tutto dai musicisti e dalla voci dell'Orchestra, che Pagani ha accompagnato con la sua stessa voce, con i tanti strumenti che sa suonare (dal violino al mandolino), con una direzione discreta e una presenza sul palco di forte carisma. Così Piero Brega prima, e Ginevra di Marco poi, hanno duettato con i cantati dell'Orchestra; Massimo Ranieri ha proposto una bellissima versione di O guarracino e poi si è accompagnato alla giovanissima Alessia Tondo nella dolcezza del canto Damme nu riccio. Morgan ha eseguito al piano e ha cantato splendidamente in grico Andra mu pai. La stessa Orchestra ha applaudito col pubblico al suo talento. Poi, alle quattro del mattino, è toccato al salentino Giuliano Sangiorgi, leader dei Negramaro, salire sul palco e far saltare la piazza con un'acclamata versione di Lu rusciu de lu mare.
Alla fine, l'inno della Grecia Salentina, Kalinitta, che ricorda tanto il Sirtaki, ha segnato l'inizio della fine della festa e ha lasciato il posto ai bis in cui gli stornelli tipici del Salento hanno fatto da sigla finale del concerto, mentre Pagani ha indossato la maglia del Lecce calcio che gli è stata regalata con il suo nome impresso sulle spalle.
All'alba, quando è terminato il concertone, nei vicoli di Melpignano si sentiva ancora il riecheggiare dei tamburelli, un richiamo per gli instancabili tarantolati che hanno formato le ronde e hanno ricominciato a ballare.
Roberto Buonavoglia

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