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Mercoledì 20 Settembre 2017 | 23:56

Sequestrata azienda estrattiva

I carabinieri del Noe di Bari, insieme con quelli di Castelluccio dei Sauri hanno posto sotto sequestro un impianto industriale per la lavorazione di inerti e stoccaggio rifiuti
FOGGIA - Tre ettari per un valore di un milione di euro, su cui sorge un impianto per la frantumazione e l'estrazione di materiale inerte, è stato sequestrato a Castelluccio dei Sauri dai i carabinieri del NOE, il Nucleo Ecologico Operativo di Bari, in collaborazione con i militari della locale della Stazione, nell'ambito di una serie di controlli finalizzati alla tutela dell'ambiente. Il terreno su cui sorge l'impianto destinato anche allo stoccaggio dei rifiuti si trova in località «Vignale», nei pressi degli argini del fiume Cervaro, dal quale viene estratto il materiale per la successiva lavorazione. I militari hanno potuto accertare la violazione della normativa relativa alla gestione dei rifiuti speciali e dell'emissione nell'atmosfera. L'azienda, i cui responsabili sono stati segnalati all'autorità giudiziaria smaltiva illecitamente rifiuti speciali, dopo aver attivato, per altro, un impianto di frantumazione di materiale inerte senza la prescritta autorizzazione relativa alle emissioni in atmosfera, risultando non a norma, specie per quanto attiene il trattamento delle polveri immesse nell'atmosfera e derivanti dai processi di lavorazione del materiale estratto dal fiume. Il sequestro rientra nell'operazione portata a termine sempre dai carabinieri del Noe il 9 agosto scorso quando sequestrarono, sempre nelle campagne di Castelluccio dei Sauri, 30 ettari che si estendono ai bordi del torrente Cervaro: area utilizzata, hanno scoperto gli investigatori, come zona di stoccaggio e di smaltimento di rifiuti pericolosi e non. I carabinieri del Noe e i militari della stazione di Castelluccio dei Sauri hanno trovato rocce e terre di scavo, materiale ligneo-plastico, ferro, pneumatici usati e batterie al piombo. Inoltre all'interno del terreno erano state create vere e proprie stradine anche per rendere, molto probabilmente, più facile lo smaltimento dei rifiuti. Il proprietario del terreno che, come detto, si trova ai bordi di un corso d'acqua, è stato denunciato con l'accusa di illecito smaltimento di rifiuti, ma anche per deturpamento e danneggiamento delle bellezze naturali.

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