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Venerdì 22 Settembre 2017 | 08:28

Salta concerto, il sindaco paga di tasca sua

E' accaduto a Mesagne in provincia di Brindisi. Paola e Chiara dovevano cantare ad una festa patronale, ma una loro dichiarazione a favore del Gay-Pride ha fatto scattare la disdetta
MESAGNE (BRINDISI) - Costretto in qualità di sindaco a disdire il concerto di Paola e Chiara previsto per il 4 agosto alla festa patronale della Vergine del Carmelo, e a pagare anche di tasca propria una penale di 4.000 euro. Motivo della disdetta: Paola e Chiara, secondo quanto riferito dagli organizzatori della festa, in precedenza si erano dette favorevoli al gay-pride e la loro presenza ad un festa cristiana sarebbe apparsa inopportuna e avrebbe potuto provocare proteste.
Protagonista del caso, pubblicato oggi nelle pagine di cronaca di Brindisi di un quotidiano locale, è il sindaco di Mesagne, Vincenzo Incalza, sfiduciato dal consiglio comunale venerdì scorso. Conclusi i lavori dell'assemblea, e formalmente decaduto dall'incarico, Incalza ha rivelato i motivi dell'annullamento del concerto di Paola e Chiara, su cui erano state avanzate in paese le ipotesi più svariate.
Incalza ha dichiarato di essere stato chiamato un giorno da rappresentanti del comitato organizzatore della festa, i quali gli mostrarono un documento fatto recapitare via Internet da cui risultava che Paola e Chiara erano favorevoli al gay-pryde e che quindi la loro presenza ad una festa cristiana era incompatibile. Il Comune spedì la lettera di disdetta, ma poi è arrivata una richiesta di risarcimento da uno studio legale romano per il mancato concerto.
«Siccome in sagrestia avevo detto che mi sarei assunto la responsabilità della vicenda - ha dichiarato Incalza - ho fatto una transazione con lo studio legale e, senza chiedere niente a nessuno, ho fatto emettere dalla mia banca un bonifico per tacitare la situazione».

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