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Lunedì 25 Settembre 2017 | 03:01

Notte della Taranta, 10 anni fuori dal coro

Il conto alla rovescia è già iniziato per la notte più calda e ricca di musica del Salento. Previste almeno 100mila presenze. Dieci anni fa la prima edizione, oggi un posto in prima fila nelle tradizioni popolari e musicali internazionali
MELPIGNANO (LECCE) - Per capire quale clima si respiri nelle strade del Salento attraversate in questi giorni dal festival 'La notte della Tarantà bastano le parole del sindaco di Melpignano, Sergio Blasi: «L'adrenalina non è misurabile». E pensare che al concertone finale del 25 agosto, per il quale sono previste almeno le 100.000 presenze della scorsa edizione, manca ancora una settimana.
Dieci anni per conquistarsi un posto in prima fila fra le grandi tradizioni popolari italiane, in un'ascesa inimmaginabile all'inizio, quando nel 1998 «La notte della Taranta» venne battezzata magari con qualche vena di scetticismo. Merito dell'Unione dei comuni della Grecia salentina, che hanno deciso di stringersi attorno alle proprie radici culturali per divulgarle, e dell'istituto «Diego Carpitella» di Melpignano, nato nel 1997 con lo scopo di diffondere il patrimonio artistico e le tradizioni di quei comuni.
Non è un caso che presidente dell'istituto sia proprio Blasi. Nel '98 lui era vice sindaco e assessore alla Cultura di Melpignano; ora è un punto di riferimento certo di questa manifestazione itinerante che corre al di fuori dei canoni ufficiali. Un esempio? Ogni anno «La notte della Taranta» cambia la direzione artistica del concertone finale. Quest'anno, per l'edizione del decennale, è stato scelto Mauro Pagani. Sul palco allestito nella piazza dell'ex convento degli Agostiniani, a Melpignano, si esibiranno in 14 tra solisti e gruppi musicali, con un 'mix' inusuale che va dai «Cantori di Villa Castelli» al più famoso Massimo Ranieri e con la partecipazione anche di Giuliano Sangiorgi, leader dei Negramaro, band salentina che sta letteralmente spopolando. E sempre quest'anno La notte della Taranta sarà il logo che comparirà sulle maglie della squadra di calcio del Lecce.

«Dieci anni fa - dice Blasi - tutto pensavamo tranne che di creare questo circuito». Sfatata anche l'idea che la pizzica, la musica che si ode dovunque nel profondo Salento, sia legata solo al tarantismo. «E' anche questo ma non solo - spiega Blasi - perché ci sono radici che affondano ad esempio nei canti popolari e negli stornelli», ricordando che Melpignano, a metà anni '80, era un punto di riferimento dei gruppi rock emergenti come i Litfiba.
Musica ma non solo è La notte della Taranta. La decima edizione ha visto e vedrà scorrere - si è iniziato l'8 agosto - anche altri eventi culturali: da una pubblicazione sulla storia di questo festival itinerante, ad una tavola rotonda internazionale sulle politiche culturali per lo sviluppo del territorio. E ancora una mostra di pittura e scultura, un convegno internazionale di studi sulle danze tradizionali dell'Europa mediterranea, una rassegna di poesia.
«La cultura - dice ancora Blasi - dev'essere una grande infrastruttura su cui costruire un progetto di sviluppo per il territorio. I cartelloni per le piazze estive non ci interessano». La notte della Taranta è fuori dai canoni tradizionali anche nel suo offrirsi ai media. Il concertone finale sarà ripreso e diffuso da due emittenti private: una salentina, Telerama, e l'altra interregionale, Telenorba, ma solo via satellite sul canale 'Puglia channel' e con un obbligo, quello di trasmetterlo per intero. Perché mai? «Questa - spiega Blasi - è terra di emigrazione. Chi è stato costretto a partire ha pieno diritto a godersi qualche ora di suoni e voci che rievocano la sua terra».

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