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Martedì 26 Settembre 2017 | 14:58

Truffe a clienti, fermato direttore di banca

L'uomo, funzionario della filiale della Banca Federiciana di Andria, in provincia di Bari, avrebbe ingannato circa 20 correntisti per oltre 5 milioni di euro
ANDRIA (BARI) - Con l'accusa di aver truffato cinque milioni di euro a una ventina di correntisti della Banca Federiciana, militari del nucleo di polizia tributaria della guardia di finanza hanno arrestato l'ex direttore della filiale di Andria Francesco Miani, di 47 anni. All'uomo - accusato di truffa, falso in scritture bancarie e furto - è stata notificata un'ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip del Tribunale di Trani su richiesta del pm inquirente, Michele Ruggiero.
Il provvedimento è stato disposto al termine di indagini scaturite dopo numerose denunce-querele presentata da risparmiatori e dallo stesso istituto di credito, che alcune settimane fa aveva rimosso Miani dall'incarico.
Il funzionario, in alcuni casi, dopo aver conquistato la fiducia di correntisti suoi clienti quando era alle dipendenze della Banca popolare di Bari, li aveva convinti a trasferire conti correnti e contratti di borsa nella neonata Banca Federiciana, istituto dal quale nel frattempo era stato assunto.

La Banca Federiciana «fin dall'8 luglio scorso aveva assunto il provvedimento di sospensione dal servizio di Francesco Miani» e «il 26 successivo avviato le procedure di contestazione dei gravi addebiti mossigli in seguito alle verifiche effettuate, procedure propedeutiche al suo licenziamento». È detto in una nota dell'istituto di credito di Andria.
«Le operazioni compiute dal Miani nel periodo in cui è stato dipendente di Banca Federiciana - continua il comunicato - raccogliendo personalmente, e all'insaputa della banca, mezzi di pagamento, non sono mai transitate nella contabilità dell'istituto, se non per importi di poche decine di migliaia di euro». «Contrariamente a quanto riportato nei giorni scorsi - insiste l'istituto - tali operazioni riguardano inoltre non più di dieci clienti effettivamente censiti e/o titolari di c/c presso Banca Federiciana, quasi tutti risalenti a precedenti rapporti gestiti personalmente dallo stesso Miani ben prima della sua assunzione, e sono ampiamente coperti dalla garanzia assicurativa stipulata con primaria compagnia».
«In tutti gli altri casi - conclude Banca Federiciana - il Miani ha semplicemente falsificato, e fraudolentemente utilizzato, documentazione apparentemente riferibile all'istituto e, per tale via, è riuscito ad ingannare le vittime dei raggiri simulando l'esistenza di un rapporto con la banca, in realtà assolutanlente fittizio».

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