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Venerdì 22 Settembre 2017 | 22:48

Otranto ricorda gli 800 martiri

La città salentina commemora il 13 e 14 agosto l'eccidio - commesso dagli invasori ottomani nel 1480 - degli uomini che preferirono la morte all'abiura alla fede cattolica ed il passaggio al credo islamico
Cattedrale di Otranto OTRANTO - La città di Otranto, in Puglia, si prepara a ricordare i suoi martiri, ottocento uomini che nell'agosto del 1480 preferirono essere uccisi dagli ottomani che avevano invaso la città piuttosto che convertirsi all'islam. Lo scorso 6 luglio, il Papa ha approvato il decreto con il quale ha riconosciuto il loro martirio "in odio alla fede", aprendo così la strada ad un eventuale processo di canonizzazione.
Domani sera - 13 agosto - ad una commemorazione civile alle ore 20 seguirà una veglia, alle 22, guidata dal vescovo, monsignor Donato Negro, sul luogo del martirio. Martedì 14 agosto, alle 11, verrà celebrata una messa e la sera, alle 19.30, avrà luogo una processione per le vie della città.
Di recente il cardinale José Saraiva Martins, prefetto della congregazione delle Cause dei santi (75 anni, portoghese), ha celebrato una messa in onore dei martiri di Otranto. «Sento il bisogno di fare riferimento alla vostra devozione ai beati, perché non ceda mai alla tentazione di un sterile devozionismo o di una orgogliosa apologia auto-celebrativa», ha avvertito.
Dopo un lungo assedio, all'alba del 12 agosto 1480 Otranto fu invasa dai turchi di Gedik Ahmed Pascià, inviato di Maometto II. Essi presero tutti gli uomini con più di 15 anni e chiesero loro se preferivano la conversione o la morte. Guidati dal sarto Antonio Primaldo, gli ottocento uomini rimasero fedeli alla fede cristiana. «Fin qui ci siamo battuti per la patria e per salvare i nostri beni e la vita: ora bisogna battersi per Gesù Cristo e per salvare i nostri beni e le nostre anime», rispose per tutti Primaldo a quanto riferito dalla tradizione. Il 14 agosto hanno inizio le esecuzioni e il colle della Minerva, sempre a quanto riportato dalla tradizione, si colorò del rosso del sangue. Otranto, peraltro, fu riconquistata l'anno successivo dagli Aragonesi, ma secondo la convinzione popolare gli ottocento martiri si opposero, nello spirito, a nuovi sbarchi dei turchi.
In realtà la Chiesa, con un primo processo canonico aperto nel 1539 e concluso nel 1771, aveva già autorizzato il culto degli ottocento uomini uccisi. Con l'entrata in vigore di nuove norme, il processo è stato rifatto con un'accurata inchiesta storica che ha confermato il risultato della precedente. Ora Benedetto XVI ha approvato il decreto relativo ad Antonio Primaldo e ai suoi "compagni laici", «uccisi in odio alla fede il 13 agosto 1480 a Otranto».

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