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Martedì 26 Settembre 2017 | 23:52

Prezzo del latte - "No" della Cia Puglia

Il presidente regionale della Confederazione italiana agricoltori, Antonio Barile, annuncia la dissociazione dall'accordo raggiunto dalle altre organizzazioni per un costo alla stalla di 0,403 € al litro
Cia - Confederazione Italiana Agricoltori BARI - Per la Cia Puglia (Confederazione italiana agricoltori) l'accordo interprofessionale sul prezzo del latte, sottoscritto da altre organizzazioni agricole e di settore lo scorso 3 agosto, non è condivisibile. Proprio in occasione del tavolo delle trattative, i rappresentanti della organizzazione, presieduta da Antonio Barile, si riservarono di decidere sul prezzo stabilito di 0,403 euro al litro alla stalla per il periodo dal 1° agosto al 31 dicembre. Dopo aver sentito le opinioni dei propri soci produttori di latte bovino, la Cia ha comunicato di non condividere la bozza di accordo sul prezzo del latte discussa nei giorni scorsi con le altre organizzazioni.
La Cia ha anche chiesto a Coldiretti, Confagricoltura, Copagri, Ara, Cna, Confartigianato e Assindustria di soprassedere dalla sottoscrizione dell'accordo per ottenere un miglioramento del prezzo che venga incontro alle esigenze degli allevatori.
«Un prezzo migliore - scrive la Cia - può essere ampiamente riconosciuto dai trasformatori, visti gli alti prezzi pagati dai consumatori per latticini e latte fresco». Secondo Barile «dopo quattro anni
dall'ultimo accordo, l'aumento del latte che sarebbe stato concordato
è assolutamente non corrispondente alle esigenze del mondo
allevatoriale».
«Infatti i costi di produzione per gli allevatori - dice Barile - sono lievitati in maniera esorbitante e basta verificare soltanto l'ennesimo aumento dei mangimi avutosi negli ultimi giorni per rendersi conto della difficile situazione degli allevatori. Inoltre sul mercato europeo e mondiale i prezzi del latte sono notevolmente aumentati; addirittura in Germania i prezzi sono arrivati a 0,45 centesimi al litro; negli Stati Uniti nell'ultimo anno il prezzo è aumentato del 62%».
«Esistono tutte le condizioni - prosegue il presidente regionale della Cia - come per esempio il maggior consumo pro-capite di latte in alcuni grandi Paesi, come Cina e India, che ci lasciano pensare che in generale l'aumento del latte non è un fatto congiunturale ma strutturale. La Cia Puglia pur apprezzando lo sforzo fatto da tutta la filiera di riunirsi attorno al tavolo per le trattative, e pur ribadendo la non sottoscrizione dell'accordo ritiene che ci possano essere tutte le condizioni per prevenire a breve a un accordo corrispondente alle attuali esigenze del settore. La Cia Puglia - conclude Barile - si ritiene comunque disponibile ad un nuovo tavolo di trattative che porti risultati che siano soddisfacenti per tutta la filiera».

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