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Domenica 24 Settembre 2017 | 10:47

Barletta - Scoperta "casa degli orrori"

Vigili del fuoco e Polizia municipale, su segnalazione di un contadino, hanno fatto irruzione in una villa di campagna: hanno trovato una settantenne che da circa un anno viveva segregata con i cadaveri delle due sorelle, carcasse di animali in putrefazione ed escrementi, circondata da oggetti a carattere religioso
Barletta - Scoperta "casa degli orrori"
Barletta BARLETTA (Bari) - «Abbiamo vissuto sempre insieme, anche da morte dovevamo restare insieme»: è quello che ha detto una donna di 70 anni trovata nel primo pomeriggio in una villa nella campagne di Barletta dove aveva vissuto con i cadaveri delle sue due sorelle maggiori per vari mesi.
Ai Vigili urbani - entrati dopo che i Vigili del fuoco avevano infranto il lucchetto che chiudeva il cancello di casa - la donna ha dato alcune spiegazioni, per certi versi lucide, spiegando di aver provato «dolore» per l'ingresso di estranei in casa.
Al loro ingresso in casa, i Vigili l'hanno trovata seduta con accanto la carcassa di un grosso cane, un vaso con urine e un diario, che è stato portato via dagli investigatori. Tutt'attorno tanfo ed escrementi.
Anche nel giardino della villa sono state trovate varie carcasse di animali, in particolare cani e gatti. Un cane invece è stato trovato ancora in vita, in pessime condizioni, ed è stato soccorso.
Tra le spiegazioni che la donna superstite ha fornito ai Vigili subito dopo il loro ingresso in casa, alcune riguardavano la morte delle sorelle: la seconda, Carla (nata nel '34), era morta - ha detto - per una malattia, sulla veranda. Non avendo la forza di spostarla, aveva provveduto a coprirla con un materasso. La sorella maggiore, Angela Teresa (nata nel '29), era invece morta nel suo letto, per il dolore della morte di Carla.
La casa è circondata da un ampio giardino, completamente incolto e con grandissime piante, recintato e chiuso con un cancello. Casa e giardino sono tra un vigneto e un oliveto, oggi di proprietà del contadino che li coltiva.

• Sarebbero morte da circa un anno le due anziane donne delle quali sono stati trovati i resti dei corpi nella villa di Barletta in cui la loro sorella più giovane ha continuato a vivere senza contatti con l'esterno da mesi. Lo ha detto il Pm inquirente, Luigi Scimè, della Procura del Tribunale di Trani, all'uscita dalla casa di campagna dopo aver fatto un esame dei luoghi e della situazione trovata nella villa e nel giardino circostante.
L'epoca presunta della morte è stata ipotizzata dal medico legale Giancarlo Divella, dell'Istituto di medicina legale dell'università di Bari, dopo un primo esame dei resti dei corpi.

• «Tutto è sicuramente collegato ad aspetti religiosi, credevano nella resurrezione. c'è anche questo aspetto da valutare per alcuni elementi che abbiamo potuto rilevare. Non posso dire di più» ha aggiunto il sostituto procuratore Scimè. Nell'abitazione delle tre sorelle sono stati trovati infatti moltissimi oggetti e immagini sacre, che creavano un ambiente anomalo.
«Erano tre persone - ha spiegato il magistrato - molto bene inserite socialmente, una era stata anche insegnante. Poi qualche hanno fa si sono completamente isolate da tutti, molti amici pensavano che fossero fuori in una casa di riposo».
Il magistrato ha riferito che per qualche tempo aveva provveduto a loro un contadino che coltiva i campi circostanti la villa e col quale comunicavano spessissimo con bigliettini, più di rado tramite la più giovane che si affacciava sulla porta.
Al contadino - ha spiegato il dr. Scimè - «lasciavano un bigliettino al cancello d'ingresso e lui andava a comprare le cose che servivano». «Questo - ha continuato - fino a qualche mese fa, febbraio o marzo scorso. Poi non le ha viste più, ha avvisato i servizi sociali della situazione strana perché non trovava più i bigliettini, provava a chiamare e non rispondeva nessuno. Lui ha detto di non essere mai entrato nella villa, altrimenti è chiaro si sarebbe accorto della situazione».
Il magistrato ha detto inoltre che «è impossibile entrare in casa a causa del tanfo. Dentro c'era una situazione da film dell'orrore».
Scimè ha riferito ancora che l'unica sorella rimasta viva «non dà in escandescenze, apparentemente non è fuori di sé, anche se alcune volte dice che le sorelle sono morte e altre volte lo nega». Il magistrato ha detto infine che verrà eseguita l'autopsia sia sui cadaveri delle due donne sia sulle carcasse degli animali trovati morti «per capire se ci sono stati avvelenamenti o qualcosa del genere».

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