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Venerdì 22 Settembre 2017 | 04:51

Strage Bologna, polemiche per concerto Ciavardini

Bologna e l'Italia intera ricordano oggi la bomba che esplose alla stazione uccidendo 85 persone (tra cui 7 pugliesi) e ferendone 200. Ma in Puglia infuriano le polemiche perché domani a Modugno, cittadina alle porte di Bari, è previsto un concerto di solidarietà per Luigi Ciavardini, condannato dalla Corte di Cassazione a 30 anni di reclusione per la strage. Il sindaco del capoluogo Michele Emiliano: profondo rammarico e tristezza
Strage di Bologna BARI - Bologna e l'Italia intera ricordano oggi il ventisettesimo anniversario della bomba che esplose alla stazione col suo tributo di vite innocenti: 85 morti e 200 feriti. Ma in Puglia infuriano le polemiche perché domani a Modugno, una cittadina alle porte di Bari, alle 20.30 è previsto un concerto di solidarietà per Luigi Ciavardini, condannato dalla Corte di Cassazione a 30 anni di reclusione per la strage, l'11 aprile scorso.
"Ho espresso, prima al signor prefetto, poi direttamente al sindaco di Modugno, il profondo rammarico e la tristezza della città di Bari, la più colpita, per aver appreso la notizia che domani nella villa comunale della città di Modugno è in programma un concerto che dovrebbe offrire solidarietà a uno degli imputati, condannati con sentenza passata ingiudicato, della strage di Bologna", ha detto il sindaco di Bari Michele Emiliano che, insieme ai familiari delle sette vittime baresi, ha commemorato la strage.
Questo pomeriggio il primo cittadino del capoluogo pugliese incontrerà alle 16 il suo collega di Modugno, Giuseppe Rana. "Mi auguro davvero -ha proseguito Emiliano- che questo concerto non si tenga giacchè, sostanzialmente, offre solidarietà non solo ad una persona condannata, il che sarebbe il meno, ma, evidentemente, ad una ricostruzione storica dei fatti fuorviante nei confronti dei tanti giovani che si avvicinerebbero a quel concerto, probabilmente sentendo parlare della strage di Bologna per la prima volta e apprendendo che la storia di quella strage non è quella di neofascisti che hanno ucciso gente inerme, uomini, donne e bambini che andavano in vacanza, ma è la storia di un processo ingiusto al signore chiamato Ciavardini. Questa ricostruzione della storia -ha sottolineato il sindaco- non può essere consentita".
Intanto, a Bologna, s'è svolto il corteo coi familiari delle vittime e alla presenza del sindaco, Sergio Cofferati. I primi, per bocca di Paolo Bolognesi, presidente dell'Associazione tra i familiari delle vittime, hanno chiesto, all'indomani dell'approvazione della nuova normativa sul segreto di Stato, che tutti i documenti in possesso dei servizi segreti sulle stragi italiane vengano resi pubblici su Internet. Mentre, nel suo discorso, Cofferati ha chiesto che si operi perchè non vi sia «nessun dubbio, nessuna zona di incertezza» su quanto accadde il 2 agosto 1980.
A rappresentare il Governo nella cerimonia c'era il ministro del Lavoro, Cesare Damiano, ed anche il leader dei Ds Piero Fassino (per entrambi ci sono stati applausi ma anche fischi).
Nessuna contestazione, invece, per il premier Romano Prodi che ha detto che le vittime delle stragi, come quella del 2 agosto 1980 alla stazione di Bologna, hanno bisogno di verità per perdonare, la stessa verità di cui ha bisogno la democrazia. Dal palco il presidente del Consiglio, più volte applaudito dai partecipanti, ha ricordato che la giornata della memoria deve servire come insegnamento in particolare ai giovani. Quella di oggi è una giornata per ricordare una strage terribile dove il terrorismo ha cercato di distruggere la democrazia, ma è stato sconfitto sul piano etico, culturale e politico. Le vittime - ha aggiunto Prodi - hanno bisogno di verità per perdonare e anche la democrazia ha bisogno di verità. Quando la politica ha paura della verità è destinata al fallimento.
m.i.

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