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Mercoledì 20 Settembre 2017 | 22:16

Strage sul volo Bari-Djerba procura Palermo chiude indagine

I pm Emanuele Ravaglioli e Marzia Sabella chiederanno il rinvio a giudizio di 9 persone, accusate di disastro colposo, omicidio plurimo e lesioni gravissime. Tra loro anche pilota e copilota dell'Atr 72 della compagnia tunisina Tuninter che, il 6 agosto di due anni, fu costretto all'ammaraggio. Morirono 16 persone; 23 i superstiti
PALERMO - La procura di Palermo ha chiuso l'indagine sul disastro dell'Atr 72 della compagnia tunisina Tuninter che il 6 agosto di due anni fa ammarò a 12 miglia dalla costa di Palermo. Nell'incidente morirono 16 persone; 23 i superstiti. I pm Emanuele Ravaglioli e Marzia Sabella chiederanno il rinvio a giudizio di 9 persone, accusate di disastro colposo, omicidio plurimo e lesioni gravissime.
L'avviso di chiusura dell'indagine è stato notificato al pilota e al copilota dell'aereo, Chefik Gharbi, e Alì Kebair, indagati subito dopo la tragedia, al direttore generale della Tuninter, Moncef Zouari, al direttore tecnico Ben Abdelaziz Zouehir Chetouane, al responsabile del reparto di manutenzione Zouehir Siala, ai capisquadra del reparto Foued Rouissi e Ben Jemia Lotfi. Chiusa l'inchiesta anche per Adel Ben Mohamed Bel Haj Rhouma e Nebil Ben Alì Chahed, rispettivamente responsabile della squadra di manutenzione numero 1 e meccanico.
La complessa consulenza tecnica disposta dai magistrati ha accertato che il disastro fu causato da una serie di errori umani. I motori del velivolo, partito da Bari e diretto a Djerba, si fermarono perchè erano a secco e nessuno se ne accorse perchè sull'aereo erano stati montati indicatori di carburante di un altro modello di Atr, il 42. Il pezzo venne montato a Tunisi: da qui la presunta responsabilità dei tecnici della compagnia che si occuparono della sostituzione. Ma per i consulenti nel disastro ebbero un ruolo anche il pilota e il copilota. I due, che fecero scalo a Bari e nel capoluogo pugliese effettuarono un rabbocco di carburante, si sarebbero dovuti accorgere, dai consumi rilevati nel tragitto da Tunisi alla Puglia, che c'era qualcosa che non andava. Inoltre, secondo i pm, dopo lo spegnimento dei motori, seguito all'esaurimento della benzina, pilota e copilota non avrebbero rispettato le procedure d'emergenza, nè avvertito il personale delle misure da adottare. Infine, da quanto accertato dai simulatori di volo, l'ammaraggio si sarebbe potuto evitare in quanto l'Atr sarebbe potuto atterrare all'aeroporto di Palermo sfruttando le correnti.

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