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Venerdì 22 Settembre 2017 | 20:43

Brindisi - Carico dell'Onu partito per il Ciad

Iniziativa del ministro degli Esteri Massimo D'Alema. A bordo del velivolo - del pronto intervento umanitario (Unhrd) - aiuti per i profughi del Darfur. Obiettivo è mettere in sicurezza 2 dei 3 depositi esistenti e salvaguardare il cibo destinato a 15.300 rifugiati sudanesi e alle migliaia di sfollati dei vicini campi
Brindisi - Nazioni Unite Onu BRINDISI - Un volo di aiuti umanitari, già da tempo programmato dal ministero degli Esteri, è partito ieri sera dalla base di pronto intervento umanitario (Unhrd) di Brindisi, con i materiali del Programma alimentare mondiale (Pam) delle Nazioni Unite. C'è anche un grande tendone Wiikhall in sostituzione di quello andato perduto lo scorso 8 luglio quando, nel corso di una violenta tempesta con fortissime raffiche di vento che hanno investito la zona di Djabal, nel Ciad orientale, uno degli enormi tendoni che custodiva 550 tonnellate di aiuti alimentari è andato distrutto mentre altri due, con altre 1.000 tonnellate di generi alimentari, sono stati danneggiati.
A finanziare l'acquisto dei nuovi depositi è stata la Farnesina in base alla volontà del ministro degli Esteri, Massimo D'Alema, di sostenere il programma umanitario a favore dei rifugiati del Darfur e degli sfollati ciadiani, proposto dal suo omologo Bernard Kouchner a Parigi lo scorso 25 giugno, nel quadro della conferenza allargata sul Sudan. Immediato l'intervento del Pam, delle altre agenzie Onu e delle organizzazioni non governative, per mettere in sicurezza due dei tre depositi esistenti e salvaguardare il cibo destinato a 15.300 rifugiati sudanesi e alle migliaia di sfollati dei vicini campi.
L'urgenza della richiesta del Pam alla Farnesina di ospitare sul volo per il Ciad un tendone per il cibo, in sostituzione di quello andato distrutto, è motivata anche dalla situazione di crescente insicurezza alimentare della regione e dalla necessità di preservare gli ingenti aiuti alimentari affluiti in zona in previsione della stagione delle piogge che, da ora a ottobre, renderà le strade quasi totalmente impraticabili.
Il Ciad è uno dei paesi di maggior emergenza in Africa dove l'estrema povertà si combina ad una situazione di insicurezza, in particolare ad est, che limita il lavoro umanitario mentre non cessa il flusso dei rifugiati. È di inizio luglio il più recente attacco ad un convoglio del Pam costato la vita a un membro del suo equipaggio.
Attualmente il Pam assiste 46.000 sfollati, 230.000 rifugiati dalla regione sudanese del Darfur e 46.000 rifugiati della Repubblica Centroafricana stabilitisi prevalentemente nel Ciad del sud.

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