Cerca

Venerdì 22 Settembre 2017 | 21:00

La Tv non è più «cattiva maestra»

E' quanto emerso durante l'incontro organizzato dal Corecom di Puglia sul rapporto tra i media e i ragazzi. Un confronto con direttori ed editori per presentare il progetto «Teleduchiamoci»
BARI - Non più «tv cattiva maestra» di popperiana memoria e neanche quell'atteggiamento apocalittico nei confronti della cultura di massa e della tv che Umberto Eco descriveva negli anni 60. Oggi tutto ciò non produce più alcun elemento di cambiamento. Demonizzare ancora la tv potrebbe essere solo una scorciatoia per favorire la deresponsabilizzazione degli altri attori protagonisti. Per fare una buona televisione, e tutelare così i minori nel rapporto con il media, occorre attuare un modello di sistema permanente di lavoro in rete dove famiglia e genitori, operatori della comunicazione e giornalisti, scuola e istituzioni percorrono, insieme, una nuova strada che incentivi le buone pratiche di educazione «ai media e con i media».
Queste alcune delle idee forti sulle quali si è sviluppato il dibattito nell'incontro svoltosi nell'Aula consiliare, organizzato dal Corecom pugliese, sul rapporto tra i media e i ragazzi. Un confronto con i direttori e gli editori delle circa quaranta testate radiotelevisive pugliesi pubbliche e private, per presentare loro non solo il progetto Teleduchiamoci, voluto dal Ministero della Pubblica Istruzione e Comunicazione che ha indicato proprio la Puglia tra le nove Regioni italiane scelte per la sperimentazione, ma anche il programma più generale di attuazione della delega Tutela tv minori, recentemente attribuita al Corecom dall'Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni.

«Questa è una delle deleghe più importanti - ha sottolineato il presidente del Comitato regionale per le comunicazioni Puglia Giuseppe Giacovazzo - che ci vedrà impegnati, sin dal prossimo ottobre, in un monitoraggio sulle 40 emittenti pugliesi in funzione di difesa e tutela dei minori. Questo ci consentirà di costruire un sistema autonomo di verifica, di controllo e di sanzione». Pieno sostegno per un impegno civile e sociale che deve diventare costante, è stato garantito dal presidente del consiglio regionale Pietro Pepe che ha sottolineato come sia necessario «educare all'uso della Tv per incentivare il dialogo tra adulti e ragazzi, per promuovere una televisione di qualità, per elaborare progetti per l'attivazione di programmi di educazione ai media». Anche per il presidente Pepe è fondamentale che scuola e famiglia collaborino insieme per «favorire strategie di relazione e comunicazione tra genitori e figli». Un lavoro insomma che non può prescindere dalla stretta collaborazione tra i soggetti interessati che il Corecom Puglia ha intenzione di far sedere tutti intorno ad un tavolo, come «primo passo» per attuare al meglio la delega sulla vigilanza in materia di tutela dei minori. La complessità del rapporto tra media e ragazzi è stata evidenziata dalla vicepresidente del Corecom, Anna Montefalcone che ha parlato di «interazione e interattività» e di come «il flusso dei media entri necessariamente in relazione con il mondo dei ragazzi che, a loro volta, ha dei valori e dei modelli di riferimento con i quali il contenuto dei media entra in relazione. Insomma non è più un rapporto meccanico, bensì di maggiore consapevolezza dei media e di integrazione fra contenuti e universo di riferimento».

E la rilevanza del progetto Teleduchiamoci consiste proprio nell'aver coinvolto, oltre che docenti e studenti, anche rappresentanti delle associazioni dei genitori, a partire dalla fase della formazione, fino alla fase della produzione che partirà a settembre. Tra gli intervenuti al dibattito, Maria Pia Caruso, rappresentante dell'Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, («ci auguriamo che il modello a rete rappresentato dal progetto Teleduchiamoci possa un giorno diventare stabile»), Angela Nava del Comitato nazionale Tv e minori, («il sistema sanzionatorio da solo non basta, occorre lavorare sulla prevenzione, lavorare quindi in rete e lanciare una sfida ai genitori, quella cioè di far mostrare loro la capacità di essere produttori di contenuti mediali»), Giuseppe Verni, responsabile politiche giovanili dell'Ufficio scolastico regionale, («bisogna ripartire dal protagonismo dei ragazzi e mettere a sistema le varie esperienze») e Daniela Turturro del team Teleduchiamoci («da settembre sarà avviata la seconda fase del progetto che prevede laboratori di educazione mediale in tutte le regioni in vista dell'appuntamento della sesta giornata nazionale dei genitori che si svolgerà il prossimo 6 ottobre»). Per il Tribunale dei minori è intervenuta il giudice Concetta Potito («controlli più rigorosi ma anche maggiore educazione degli adulti») mentre per la Polizia di Stato è intervenuto il vice questore Pietro Battipede, auore, oltre che poliziotto, di libri per ragazzi che stanno per diventare una fiction televisiva, e per la Polizia Statale il vicequestore Laura Tangorra che si è soffermata sull'uso e le potenzialità di internet. A rappresentare la Rai, Roberto Natale che ha lanciato un monito ai colleghi giornalisti «non c'è solo la cattiva notizia, il nostro problema semmai è che non siamo in grado di trasformare la buona notizia in una notizia». Naturalmente alla conferenza del Corecom hanno partecipato anche le associazioni dei genitori.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400

Altri articoli dalla sezione