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Venerdì 22 Settembre 2017 | 21:01

Dal cargo affondato nessuno sversamento

La motonave "Tevfik Kaptan I", immatricolata nel compartimento marittimo di Istanbul (Turchia), nella serata di ieri è colata a picco nel mar Jonio, presso la costa salentina (Leuca), per uno spostamento del carico stivato. Il pericolo di inquinamento è rappresentato da circa 19 tonnellate di gasolio e 560 chili di olio lubrificante al suo interno, che però fino ad ora sono rimasti "blindati" nei serbatoi. Specialisti al lavoro
Leuca - Affondamento nave turca GALLIPOLI (Lecce) - Vertice d'emergenza nella Capitaneria di porto di Gallipoli per definire le misure più consone a scongiurare un eventuale inquinamento del tratto di mare tra Santa Maria di Leuca e Morciano di Leuca, dove ieri sera è affondata la motonave "Tevfik Kaptan I", immatricolata nel compartimento marittimo di Istanbul.
La nave - carica di lastre in ferro - ieri mattina si era inclinata al largo delle acque di Santa Maria di Leuca per uno spostamento del carico nella stiva e l'equipaggio aveva abbandonato l'imbarcazione.
Alla riunione, presieduta dal capitano di fregata Giacomo Salerno, comandante della Capitaneria di porto di Gallipoli, hanno partecipato, tra gli altri, i rappresentanti della Prefettura di Lecce, i sindaci dei Comuni di Patù, Castrignano del Capo, e Morciano di Leuca, i cui litorali sono interessati alle possibili conseguenze dell'affondamento.
Prima dell'inizio dell'incontro, il comandante Salerno ha confermato che nella zona di mare, che viene monitorata senza soluzione di continuità, non sono state rilevate tracce inquinanti, né sversamento di oli carbolubrificanti. Del resto il comandante del cargo aveva subito assicurato che i serbatoi erano stati chiusi ermeticamente, dicendosi certo che non è prevedibile, né possibile la fuoriuscita di liquidi inquinanti. Sembrerebbe pertanto scongiurato il pericolo inquinamento, visto che la nave ha un carico di 1.000 tonnellate di lastre in ferro. Nei bunker ci sono però circa 19 tonnellate di gasolio e 560 chili di olio lubrificante.
Sul posto stanno operando le motovedette della Guardia Costiera di Gallipoli, l'equipaggio di un battello disinquinante della Castalia Ecolmar, che già da ieri aveva provveduto a circoscrivere la zona di mare interessata mediante il posizionamento di circa 100 metri di panne pneumatiche di contenimento, due battelli "Supply Vessel". Uno è giunto in zona alle 21,20 di ieri sera da Crotone, ed un secondo da Corigliano Calabro. I sommozzatori dei Vigili del fuoco di Brindisi stanno effettuando le prime ricognizioni subacquee del relitto per assicurarsi dello stato dello scafo e consentire una migliore valutazione degli interventi da porre in atto. Con loro i sommozzatori della Capitaneria di Porto di San Benedetto del Tronto.
Dopo la ricognizione si procederà alla messa in atto di tutti gli interventi di bonifica e alle operazioni di alleggerimento della nave mediante il trasferimento del carburante dai bunker del cargo turco ai "Supply Vessel", che sono in grado singolarmente di recuperare 200 metri cubi di carburante.
Durante la riunione, che si è conclusa in tarda mattinata, sono state acquisite le prime immagini riprese stamani dal robot dei Vigili del fuoco, dalle quali si nota che l'unità affondata è in perfette condizioni. Questa circostanza induce all'ottimismo sulla possibilità che siano evitati danni ecologici.
Subito dopo l'incontro, i tecnici della Castalia sono andati sul luogo dell'affondamento per valutare come avviare nel più breve tempo possibile le operazioni di alleggerimento del cargo. Lo svuotamento delle cisterne, che contengono il gasolio, potrebbe concludersi nella stessa giornata di oggi.
Sull'accaduto la Capitaneria di porto ha aperto due inchieste amministrative per accertarne cause ed eventuali responsabilità.

Nel corso dell'incontro Stefano Chianese, della Castalda Ecolmar, ha poi illustrato come intenderà operare, cioè per mezzo di una manichetta che sarà calata sul fondo marino e sarà agganciata al serbatoio della nave dal quale aspirerà le 19 tonnellate di gasolio contenute. «Abbiamo anche reperito in tempo reale - ha aggiunto Salerno - un compressore, che potrebbe servire nel caso in cui le condizioni di pressione non permettano l'aspirazione del carburante. Sono stati messi a disposizione di Chianese i grafici della nave, il quale ha anche avuto modo di sentire il direttore di macchina per avere cognizione della posizione del serbatoio di benzina e su quant'altro è necessario per tutto quello che concerne le operazioni».
Al temine della riunione, i tecnici hanno lasciato la Capitaneria di Porto, per portarsi nel tratto di mare interessato all'affondamento, saranno eseguite le ultime verifiche e quindi si passerà allo svuotamento del gasolio.

Intanto la Procura di Lecce ha aperto un'inchiesta sull'affondamento.
Secondo quanto si è appreso, nell'inchiesta, diretta dal sostituto procuratore Marco D'Agostino, risulterebbe indagato il capitano del cargo turco, del quale non si è appreso il nome. Al momento sono due le ipotesi di reato: pericolo di naufragio colposo e violazione del codice di navigazione.

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