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Giovedì 21 Settembre 2017 | 03:41

La Fiera del Levante «sposa» il no-profit

Per la prima volta in Europa un ente fieristico adotta un percorso strategico di filantropia • Vendola: «niente sviluppo senza solidarietà» • In Puglia meno di 2ml di donatori
BARI - Per la prima volta in Europa un ente fieristico adotta un percorso strategico di filantropia solidale e sociale. La Fiera del Levante di Bari ha deciso di costituire
«Levante Philantrophy», un'associazione non profit dedicata alla filantropia che investirà in progetti non profit rivolti a rispondere essenzialmente ai bisogni del territorio.
L'iniziativa è stata annunciata oggi, nel corso di un incontro con i giornalisti, dal presidente dell'Ente Fiera, Cosimo Lacirignola, insieme con i soci fondatori, il sindaco di Bari, Michele Emiliano e il presidente della Provincia, Vincenzo Divella (il presidente della Regione Puglia Nichi Vendola era assente per impegni istituzionali).
Una delle più immediate forme di coinvolgimento sarà legata alle manifestazioni fieristiche: la Fiera destinerà una serie di biglietti di ingresso "solidali", che potranno essere acquistati ad esempio da aziende, il cui ricavato sarà destinato ad iniziative dirette al sostegno del talento dei giovani, all'ambiente, alla cultura, alle periferie, alle azioni per combattere le grandi malattie, ma anche a progetti di cooperazione internazionale. Sarà un comitato etico, nominato dall'Associazione, che, di volta in volta, deciderà la destinazione dei soldi raccolti, che, sicuramente, per l'80% saranno utilizzati in favore di iniziative legate al territorio. I primi attori chiamati a partecipare e a dimostrare la loro responsabilità sociale saranno quindi i soggetti imprenditoriali che potranno comprare dalla Fiera pacchetti di biglietti e, a loro volta, potranno farne omaggio al loro pubblico, facendosi pubblicità (le imprese potranno godere anche di detrazioni fiscali).

«Con questa associazione - ha spiegato Lacirignola - noi vogliamo entrare nel novero di quelle attività che si rispecchiano in un territorio. Noi crediamo che la Fiera oltre a fare utili deve essere utile al territorio e l'utilità può avere anche un impatto per coloro i quali soffrono, per i giovani talenti che hanno bisogno di crescere, di sviluppare la loro capacità, e anche per la lotta alle grandi malattie, per l'ambiente, per la cooperazione internazionale».
Ecco perché la Fiera «diventa - ha proseguito il presidente della Fiera del Levante - un soggetto di filantropia strategica per cui vogliamo identificare in questa Associazione un percorso che a partire dalla prossima Fiera Campionaria identificherà una serie di grandi cause e, attraverso un comitato etico composto da personalità di spicco del mondo cattolico e del mondo laico, potrà contribuire allo sviluppo sociale del territorio. Quindi una catena virtuosa di solidarietà che attraverso la Fiera potrà trovare la sua cassa di risonanza».
Alle aziende la Fiera del Levante chiede «di partecipare all'adozione dei biglietti solidali perchè sicuramente, attraverso questo acquisto, si potranno dare delle piccole-grandi risposte ai bisogni del nostro territorio, non bisogni - ha detto Lacirignola - che fanno riferimento al villaggio globale che consuma ma bisogni che fanno riferimento alle caratteristiche del far del bene, di essere utili ad un territorio che si deve sviluppare in tutte le sue componenti partendo da quelle più povere che hanno bisogno di essere stimolata anche attraverso interventi di carattere sociale».
«Quando c'è una visione condivisa - ha detto Emiliano parlando della sinergia tra i tre livelli istituzionali, Regione, Provincia e Comune - tutto diventa più facile e si giunge anche ad atti e azioni virtuose che possono cambiare l'immagine di un territorio».
«E' un progetto questo - ha sottolineato Divella - che ci vede uniti in un cammino di crescita economica e culturale del nostro territorio ed è questa la prima volta che la Fiera ci coinvolge, mettendo a sistema i soci fondatori».

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