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Martedì 19 Settembre 2017 | 15:43

Puglia - Crescono imprenditori stranieri

Età media sotto i 50 anni, contro una media più alta rispetto agli italiani; settori di specializzazione sono il commercio-ingrosso-dettaglio (59%) ed in aumento il manifatturiero (10,3%) e le costruzioni (7,7%)
BARI - In Puglia tra il 2004 ed il 2005 l'imprenditoria extracomunitaria è cresciuta dell'8,24 per cento a fronte di un decremento dello 0,3 italiano; l'imprenditore è per lo più individuale, di razza africana e sesso maschile ed ha già un'esperienza imprenditoriale alle spalle. Sono i dati più significativi della ricerca condotta dal Gruppo permanente di statistica della prefettura di Bari in collaborazione con gli istituti di psicologia e statistica dell'università di Bari, la Camera di commercio e l'Istat, i cui dati sono stati illustrati oggi dal prefetto, Carlo Schilardi.
«Lo studio - ha detto il prefetto - indipendentemente dai numeri perché bisogna tenere presente che esistono fasce di sommerso, servirà ad approfondire, indirizzare e correggere. Le riflessioni dopo lo studio serviranno per una migliore comprensione ed un successivo sviluppo del settore; le conseguenti facilitazioni di occupazione e regolarizzazioni - ha concluso Schilardi - saranno le premesse per arrivare ad un maggior ordine e sicurezza pubblici».
Dai dati, illustrati dal viceprefetto coordinatore del gruppo di studio, Mario Volpe, emerge ancora che in Puglia gli extracomunitari imprenditori iscritti nelle liste delle Camere di commercio sono passati nel 2005 a 9053 con un +8% rispetto agli 8300 del 2004; i poli di attrazione sono le province di Bari e Lecce e «quest'ultima - ha affermato Volpe - presenta un dato interessante perché il rapporto tra i residenti e gli iscritti risulta del 39 e 38 percento per il 2004 e 2005 rispetto ad una media regionale del 17 e 18 percento». Sempre dallo studio si nota che in provincia di Bari, nel biennio preso in considerazione, l'incremento delle iscrizioni di extracomunitari algerini, albanesi e tunisini è stato rispettivamente del 54, 25,2 e 25 percento. Scarsa nell'imprenditoria comunitaria risulta essere poi la presenza femminile con un 10, 9 e 4,3 percento di donne tunisine, senegalesi e marocchine e la totale assenza di algerine; in controtendenza il 20 percento di presenza femminile cinese.
Età media sotto i 50 anni, contro una media più alta di imprenditori italiani; settori peculiari delle imprese, individuali per il 28 per cento, sono il commercio-ingrosso-dettaglio (59 per cento) ed in aumento il manifatturiero (10,3 per cento) e le costruzioni (7,7 per cento).

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