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Mercoledì 20 Settembre 2017 | 07:49

Puglia - «A prezzi invariati l'acqua del Centrosinistra»

L'assessore al Bilancio della Regione Puglia, Francesco Saponaro, in occasione dell'approvazione del bilancio 2006 dell'Acquedotto pugliese ha garantito che per la popolazione del tacco d'Italia non vi sarà alcun aumento delle tariffe, aggiungendo che queste sono rimaste bloccate da quando si è insediata l'attuale Giunta
l BARI - «Non aumentano le tariffe dell'acqua per i pugliesi»: lo assicura l'assessore al Bilancio della Regione Puglia, Francesco Saponaro, che oggi ha partecipato all'assemblea dei soci dell'Acquedotto Pugliese (socio maggioritario è la Regione Puglia con l'87%) durante la quale è stato approvato il bilancio per l'esercizio 2006. Nei giorni scorsi la Federconsumatori Puglia aveva invitato la Regione a non approvare il bilancio dell'Aqp, che presenta un utile di oltre 400.000 euro, «grazie - secondo Federconsumatori - all'ulteriore aumento delle tariffe».
Federconsumatori, a sostegno della propria tesi, aveva indicato la decisione dell'Autorità d'Ambito Territoriale Ottimale (Aato). Quello approvato dall'assemblea di Aqp è infatti un bilancio che non prevede accantonamenti relativi alle contestazioni dell'Aato Puglia, secondo cui, per una impropria applicazione delle tariffe, Aqp avrebbe beneficiato di maggiori ricavi fatturati nel periodo 2003-2005, per circa 83 milioni di euro. A questo proposito, Aqp ha presentato ricorso al Tar Puglia per l'annullamento delle determinazioni dell'Aato.
«Da quando si è insediata la giunta regionale di centrosinistra - ha spiegato Saponaro - le tariffe non sono aumentate né nel 2006 né nel 2007. Il bilancio 2006 che abbiamo approvato oggi prende atto di un meccanismo tariffario che è stato solo aggiornato all'indice Istat di inflazione nel 2006, mentre nel 2007, ancora in corso, le tariffe sono state bloccate e quindi sostanzialmente diminuite perché non è previsto nemmeno l'adeguamento all'Istat".
«Esiste - ha continuato Saponaro - un contenzioso in corso tra l'Aato e l'Acquedotto che riguarda aumenti delle tariffe degli anni precedenti, 2004 e 2005, che l'Aato considera ingiustificati a fronte di ritardi nella attuazione del piano di investimenti, in quanto la normativa prevede che la tariffa sia calcolata tenendo conto, tra l'altro, del volume degli investimenti».
«L' Acquedotto - ha aggiunto Saponaro - ha contro-argomentato, sostenendo in uno studio tecnico che la tariffa sarebbe relativamente agli ultimi tre anni sottodimensionata per sette milioni di euro mentre l'Aato nel suo studio tecnico ha quantificato in 83 milioni di euro».
«Naturalmente - ha proseguito l'assessore regionale - la Regione auspica che questo confronto porti ad un punto di dialogo e porti alla convergenza sulla stima dell'eventuale delta di differenza. Il tutto dovrà produrre un piano pluriennale di riallineamento in quanto il concetto di restituzione è un concetto improprio per questo tipo di meccanismi tariffari. Vi sono anche sentenze giurisprudenziali anche in casi analoghi, come la società Autostrade, che parlano di un piano di rientro, chiamiamolo così, pluriennale».
«Però tutto ciò - secondo Saponaro - non incide nell'argomento dell'assemblea dei soci di oggi che era l'approvazione del bilancio del 2006. La Regione non può, né deve, interferire nel dialogo-confronto tra Aato e Acquedotto perché, come è stato da più parti osservato, essendo azionista dell'Acquedotto potrebbe essere di parte».

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