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Giovedì 21 Settembre 2017 | 12:40

Imprenditrice denuncia usurai

La donna aveva aperto un asilo nido a Barletta, ma il ritardo dei finanziamenti del prestito d'onore l'ha resa facile preda degli usurai. Ora continuerà la sua attività grazie al fondo di solidarietà
BARLETTA (BARI) - Aveva aperto un asilo nido a Barletta con parte dei finanziamenti del cosidetto prestito d'onore, ma il ritardo con cui l'intera somma le era stata concessa, l'aveva costretta a rivolgersi ad un'amica. Quest'ultima insieme ad un altro uomo, le aveva concesso un prestito: 10mila euro, la questa somma nel giro di 13 mesi le era già costato 41.600 euro a causa di interessi usurai.
Poiché la vittima oltre a questa somma si era già impegnata, con la sottoscrizione di assegni e cambiali, a versare agli usurai altri 50mila euro, trovandosi nell'impossibilità di far fronte ai pagamenti, ha deciso di porre fine all'incubo e si è rivolta ai militari della Guardia di finanza di Barletta: alla fine i due usurai, entrambi baresi (di cui non sono stati resi noti i nomi) sono stati arrestati con l'accusa di concorso continuato e aggravato in usura.
I particolari dell'operazione sono stati illustrati oggi ai giornalisti in un incontro al quale hanno partecipato, tra gli altri, il comandante della tenenza di Barletta, magg. Roberto Maniscalco, ed il dirigente dell'ufficio Area tre ordine pubblico e sicurezza di Bari, Paola Schettini. È stato sottolineato che proprio grazie alla piena collaborazione della vittima che ha fornito le prove dell'attività usuraia, i militari hanno garantito alla donna l'anonimato e l'hanno aiutata ad accedere ad un fondo di solidarietà che ha consentito all'imprenditrice di ricevere un mutuo senza interessi della durata di dieci anni pari all'importo pagato agli usurai per gli interessi.
Nel corso delle indagini, i militari hanno accertato che gli usurai hanno messo all'incasso due assegni da 11.600 euro che la donna è stata costretta a coprire in fretta per non incorrere nella procedura del protesto e perdere conseguentemente la possibilità di ottenere il saldo previsto dal prestito d'onore.
La decisione di rivolgersi ai militari è stata presa dopo che gli usurai hanno costretto la donna ad avallare le cambiali e gli assegni postdatati con la firma dei suoi familiari che avrebbero così garantito il pagamento con i propri immobili e dopo la minaccia che se i pagamenti non fossero stati onorati, gli usurai si sarebbero rivolti a loro amici calabresi che «avrebbero risolto la faccenda a modo loro».
La denuncia fatta dalla donna e la conseguente apertura del procedimento ha di fatto scongiurato il pericolo del protesto degli assegni. La collaborazione tra i finanzieri e l'ufficio della Prefettura ha permesso alla donna di ottenere il mutuo in tempi rapidi, consentendole così di continuare a svolgere la propria attività imprenditoriale.

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