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Giovedì 21 Settembre 2017 | 01:53

Bari - Condanna a 30 anni per l'omicidio Marchitelli

La pena inflitta a Domenico Masciopinto, uno dei presunti assassini del quindicenne ucciso per errore il 2 ottobre del 2003 durante un regolamento di conti tra clan rivali nel rione periferico di Carbonara
BARI - La condanna alla pena di 30 anni di reclusione è stata inflitta dalla Corte d'assise di appello di Bari a Domenico Masciopinto, di 23 anni, uno dei presunti assassini di Gaetano Marchitelli, il quindicenne ucciso per errore il 2 ottobre del 2003 durante un regolamento di conti a colpi di pistola tra clan rivali nel rione periferico di Bari-Carbonara. L'imputato è stato condannato anche per due duplici tentativi di omicidio.
La sentenza è stata emessa al termine di un processo celebrato con rito abbreviato dopo che la Cassazione, nei mesi scorsi, aveva annullato la prima sentenza d'appello che aveva ridotto dall'ergastolo a 20 anni la pena a Masciopinto.
L'imputato fu sottoposto a fermo dalla polizia l'8 ottobre 2003 con l'accusa di essere una delle persone - gli altri suoi presunti complici sono stati arrestati il 31 agosto 2004 e sono a giudizio - che avevano fatto parte del gruppo di fuoco che uccise il minorenne.
Masciopinto, che ha precedenti penali, apparteneva - secondo gli inquirenti - al clan Di Cosola in contrasto con la famiglia Strisciuglio per il dominio dei traffici di stupefacenti nei quartieri Carbonara e Ceglie del Campo di Bari.
Agli Strisciuglio appartenevano, sempre secondo gli investigatori, i cugini Michele e Raffaele Abbinante, di 30 e 26 anni, veri obiettivi dell'agguato nel quale fu ucciso il minorenne, garzone di una pizzeria la sera e studente della seconda classe di un istituto tecnico di giorno.
Il ragazzo si trovava per strada per caso quando i sicari spararono per colpire gli Abbinante nel gruppo di persone ferme davanti alla pizzeria. Masciopinto è stato condannato sia per il duplice tentativo di omicidio degli Abbinante sia per il duplice ferimento di Angelo Colapietro e Vito Fasino, compiuto il 13 agosto 2003.
I giudici hanno condannato l'imputato a risarcire i danni (da quantificare in separata sede) alle parti civili: il Comune di Bari e i familiari del minorenne.

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