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Lunedì 25 Settembre 2017 | 09:49

Monopoli - Chiuso litorale

Il depuratore cittadino ha sversato in mare liquami. Alle analisi è risultato contaminato uno dei mari più frequentati e apprezzati a sud di Bari. Vietata la balneazione
MONOPOLI (BARI) - Il depuratore della cittadina costiera di Monopoli, a sud di Bari, ed un ampio tratto di costa e di mare della parte antistante la località di Cala Corvino sono stati sequestrati dai carabinieri perché venivano sversati in mare liquami non depurati. L'operazione è stata fatta dai militari del Noe e della Compagnia di Monopoli nell'ambito di indagini in corso da un paio di anni.
A quanto si è saputo, dopo che da numerose analisi era stato rilevato l'inquinamento delle acque marine in uno dei tratti di costa più frequentati e apprezzati a sud di Bari, i carabinieri hanno accertato che i fattori inquinanti erano determinati da scarichi a mare del depuratore, non perfettamente funzionante.
Lo specchio d'acqua posto sotto sequestro si estende lungo un chilometro di costa e su un'area di 200mila metri quadrati. In quella zona - è stato annunciato - sarà vietata la balneazione.

Il sequestro preventivo del depuratore contempla la cosiddetta 'facoltà d'usò per il suo utilizzo, mentre sarà assolutamente vietata la balneazione, l'accesso ed anche il transito marittimo lungo il tratto di costa e di mare interessato con appositi provvedimenti che saranno emanati dagli uffici marittimi competenti.
Il decreto di sequestro preventivo d'urgenza è stato emesso dal sostituto procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Bari Francesca Romana Pirrelli, e riguarda il depuratore a servizio di quella città e lo specchio di mare adriatico, che si estende per circa 200.000 mq., antistante il ciglio costiero prospiciente lo scarico del depuratore, compreso in 500 metri a valle ed a monte dello scarico per una larghezza di circa 200 metri.
La misura cautelare è il risultato di complesse ed attività investigative, tuttora in corso, dirette dalla Procura della Repubblica di Bari ed eseguita dal Noe, in collaborazione con l'equipaggio di una motovedetta, i subacquei del nucleo di Taranto, con il supporto aereo dell'elinucleo di Bari Palese. Nel corso delle indagini si è accertato che l'inquinamento del tratto di mare prospiciente la costa in località Torre d'Orta, meglio nota come 'Cala Corvino», zona definita sito di interesse comunitario e sottoposta a vincolo paesaggistico, è stato causato da scarichi illeciti o irregolari di reflui industriali, rinvenienti da opifici della zona, nel depuratore comunale e quindi nel mare Adriatico.
Le autorità sanitarie locali e gli organi territoriali competenti sono stati attivati affinché emettano le ordinanze urgenti di competenza mentre l'area sarà perimetrata mediante idonei sistemi di recinzione e con boe di segnalazione galleggianti.

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