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Martedì 26 Settembre 2017 | 18:32

Sequestrato falso «Olio made in Italy»

Lo ha scoperto la Guardia di Finanza del Comando provinciale di Bari, nell'ambito di indagini coordinate dalla Procura del Tribunale di Trani. Circa 740 le tonnellate di prodotto commercializzato
BARI - Proveniva dall'estero ma gli era stata attribuita illecitamente l'origine italiana: per questo motivo oltre 1.660 tonnellate di olio vergine ed extra-vergine d'oliva (del valore di otto milioni di euro) sono state sequestrate nel nord barese da militari del nucleo di pt della Guardia di Finanza e da funzionari dell'ispettorato per il controllo della qualità dei prodotti agroalimentari di Bari.
Il sigilli sono scattati nell'ambito di un controllo straordinario sulla tracciabilità degli oli d'oliva durante il quale è stato accertato - secondo gli investigatori - che un'importante azienda olearia di Andria (Bari) aveva commercializzato circa 740 tonnellate di olio di oliva proveniente dall'estero (Spagna, Grecia e Tunisia), attestando che aveva origine italiana.
Sulla base dei riscontri investigativi, la procura presso il tribunale di Trani ha disposto il sequestro di tutte le giacenze di olio presenti nello stabilimento della società andriese, pari a circa 1.660 tonnellate. Al legale rappresentante dell'azienda è stato notificato un avviso di garanzia nel quale vengono ipotizzati i reati di frode in commercio, vendita di prodotti industriali con segni mendaci e truffa.
La società in cui è stato compiuto l'ingente sequestro di olio è l''Azienda olearia Basile snc' con sede legale ad Andria (Bari). Si tratta di un'azienda che commercializza all'ingrosso elevati quantitativi di olio di oliva, che cede poi a importanti produttori nazionali ed esteri: la società - secondo gli investigatori - ha un volume d'affari di circa 50 milioni di euro l'anno.
Al legale rappresentante, Giacomo Basile, è stata notificata un'informazione di garanzia e una contravvenzione amministrativa per 1.230.144 euro, per aver introdotto e detenuto per la vendita 119.200 chilogrammi di olio irregolarmente definito extravergine di oliva, anzichè vergine di oliva.
Il sequestro è scattato nell'ambito di un'operazione a tutela del 'made in Italy' voluta dal ministro delle politiche agricole forestali, Paolo De Castro. I controlli hanno finora interessato 250 operatori del settore oleario, molti dei quali pugliesi, dato che in Puglia si producono circa 2,5 milioni dei 6 milioni di quintali di olio d'oliva, pari a circa il 40% della produzione nazionale. In sostanza - hanno accertato le indagini coordinate dal pm del tribunale di Trani (Bari) Michele Ruggiero - la società andriese acquistava da altri operatori nazionali olio di provenienza estera che poi rivendeva con la falsa attestazione di origine italiana. In questo modo dava vita - secondo l'accusa - ad un fenomeno distorsivo del mercato dell'olio.

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