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Domenica 24 Settembre 2017 | 10:47

Brindisi e Foggia fra le 10 province più povere

Diffusa una statistica nazionale sul reddito medio pro capite, elaborata nel 2004 dal centro Studi Unioncamere con l'Istituto Tagliacarne. La gente meglio pagata d'Italia è nel Milanese
Economia - Inflazione, euro, soldi Ci sono Brindisi e Foggia tra le dieci province d'Italia più povere, a quanto emerge da un'indagine condotta dal centro Studi Unioncamere con l'Istituto Tagliacarne nel 2004.
Brindisi è la prima delle 10 in coda (94ª), con un reddito medio annuo pro capite di 11.060 euro; Foggia è 100ª, con 10.510 euro.

La città più ricca d'Italia è Milano: con un reddito pro capite annuo di 20.717 euro resta salda nella classifica delle città dove si vive con maggiori disponibilità. Nel capoluogo lombardo mediamente si dispone di un reddito più che doppio rispetto a quello di Crotone che è fanalino di coda nella classifica dei redditi. Anche in questo caso, come per Milano, si tratta di una conferma rispetto agli anni passati.
Aumenta dunque il divario tra Nord e Sud - evidenzia Unioncamere - e soprattutto i differenziali di reddito «sembrano per di più penalizzare - dice il presidente di Unioncamere Andrea Mondello - la famiglia, soprattutto quella numerosa».
Se si esaminano i dati a livello regionale è la Lombardia che concentra la maggior parte del patrimonio delle famiglie: un quinto del totale. Al top invece per patrimonio medio per famiglia c'è la Val D'Aosta dove è pari a 461mila euro, ben lontano dai 185mila euro della Calabria. Il Lazio è più o meno a metà classifica con 357.268 euro.
I componenti di una famiglia numerosa del Mezzogiorno - calcola ancora Unioncamere - possono contare su un reddito annuo di quasi 40 punti inferiore a quello di una famiglia numerosa del Centro-Nord. «È evidente la necessità di intraprendere un percorso - sottolinea Mondello - per gli interventi a sostegno delle famiglie: in termini di politiche fiscali, sociali e del lavoro. Nella convinzione che gli obiettivi ultimi di queste politiche siano non solo una più equa distribuzione della ricchezza, ma anche un rafforzamento della crescita economica che oggi stiamo cominciando a cogliere nel nostro Paese».
Nel 2005, la ricchezza complessiva in possesso delle famiglie italiane è ammontata a 8.054 miliardi di euro, pari a poco più di 341mila euro per famiglia. Di questo patrimonio, la Lombardia detiene la quota maggiore (il 20,5% del totale, pari a 1.652 miliardi di euro). Alle sue spalle si posizionano Veneto, Emilia Romagna, Lazio e Piemonte. Nel loro complesso, queste cinque regioni concentrano da sole quasi il 60% dell'intero patrimonio nazionale.
Se si esaminano i dati sul reddito lordo pro capite, emerge che al Mezzogiorno è il 40% in meno del Nord-Ovest. In testa alla classifica c'è il capoluogo lombardo ma il dato che risalta di più è che le prime dieci province sono tutte al Nord e le ultime dieci tutte al Sud.
Le famiglie numerose del Sud hanno un reddito del 62,4% in meno di quelle del Centro-Nord. In particolare il divario raggiunge la punta più elevata in corrispondenza delle famiglie con cinque e più componenti. In termini assoluti, contro un valore medio nazionale pari a 51.400 euro, le famiglie più numerose (con cinque o più componenti) del Centro-Nord avrebbero conseguito un reddito medio di 65.328 euro, ovvero il 40% circa in più delle corrispondenti famiglie del Mezzogiorno (che avrebbero potuto contare su 38.693 euro).

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