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Giovedì 21 Settembre 2017 | 08:56

Taranto - Sequestrato tubificio Ilva

I sindacati hanno reso noto il blocco deciso dalla Procura della Repubblica del tubificio n° 2, motivato con lo sversamento in mare di olio combustibile. «Messi in libertà 260 operai»
Ilva Taranto TARANTO - Il sostituto procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Taranto Antonella Montanaro ha disposto il sequestro preventivo del Tubificio n.2 dell'Ilva che avrebbe sversato in mare una grande quantità di olio combustibile. Il magistrato ipotizza la violazione di normative antinquinamento. In seguito al provvedimento l'azienda ha messo in libertà circa 260 operai.
Per domani è stato convocato un incontro in prefettura al quale parteciperanno rappresentanti dei lavoratori, dei sindacati di categoria e dirigenti dello stabilimento siderurgico.
Il sequestro - è detto in una nota dei sindacati di categoria dei metalmeccanici Fim, Fiom e Uilm - «è stato effettuato in quanto dall'impianto di trattamento delle acque reflue è fuoruscita una quantità imprecisata di olio che si è sversata in mare».
I sindacati aggiungono di aver chiesto all'Ilva di ritirare il provvedimento di messa in libertà dei lavoratori, ma «l'azienda ha risposto negativamente adducendo il fatto che a suo parere, il provvedimento di "sequestro preventivo" lascerebbe spazio a una soluzione rapida della problematica, anche perchè, secondo le sue dichiarazioni esplicitate al tavolo, lo sversamento si è bloccato e, tramite un'azienda specializzata in bonifica, si è già provveduto alla rimozione del materiale inquinante dallo specchio di mare antistante lo stabilimento in prossimità degli scarichi».
Fim, Fiom e Uilm ritengono «inaccettabile la posizione aziendale assunta nei confronti dei lavoratori, in quanto assolutamente non responsabili dell'accaduto; che tutte le istituzioni, la magistratura e l'azienda, al più presto agiscano in direzione del ripristino immediato dell'attività produttiva avendo riguardo all'ineludibile rispetto dell'ambiente».

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