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Mercoledì 20 Settembre 2017 | 15:05

Esame da avvocato a Bari lo passa soltanto la metà

Su circa 2.650, superano le prove scritte in 1.039. Il verdetto è stato emesso dalla commissione della Corte di appello di Venezia, che ha corretto gli elaborati baresi. Viceversa, la commissione insediata presso la Corte di appello di Bari, ha promosso il 58 per cento dei candidati veneziani. Sul giornale in edicola l'elenco dei promossi
BARI - Continua la stagione della severità agli esami di avvocato. Su circa 2.650 candidati, superano le prove scritte in 1.039. La matematica dice che la percentuale degli ammessi alla prova orale è del 39 per cento. Il verdetto è stato emesso dalla commissione della Corte di appello di Venezia, che ha corretto gli elaborati baresi. Viceversa, la commissione insediata presso la Corte di appello di Bari, presieduta dal penalista foggiano Raul Pellegrini, ha promosso il 58 per cento dei candidati veneziani. La commissione meridionale più «buona» di quella settentrionale? Oppure i giovani praticanti pugliesi sono meno preparati dei loro colleghi veneti?
Sia il presidente della commissione, Pellegrini, sia il presidente dell'Ordine di Bari, Franco Monaco, escludono categoricamente la seconda spiegazione e propendono decisamente per la prima: «Ritengo - dice l'avvocato Pellegrini - che la tradizione universitaria barese e pugliese in generale, ma anche il livello dei professionisti che formano i giovani nella pratica forense siano ai primi posti in Italia, in una ipotetica classifica qualitativa. In effetti - aggiunge l'esperto penalista - la percentuale è più bassa di quella che ci aspettavamo, considerato il livello medio dei candidati veneti che abbiamo promosso», conclude.
Si ripropone, insomma, il divario registrato negli anni passati, da quando la miniriforma «provvisoria» dell'esame ha introdotto la «commissione esterna». La correzione «barese» è sempre stata più generosa della correzione «altrui», per così dire. E fra i futuri professionisti in attesa del verdetto, oggi pomeriggio, nell'afoso corridoio del palazzo di piazza De Nicola, serpeggiava il malcontento, dopo che si era sparsa la notizia della bassa percentuale. Il presidente dell'Ordine, Monaco, attacca: «Questo sistema di accesso alla professione è ormai superato». Come lo cambierebbe? «Innanzitutto una scrematura iniziale con i quiz. Poi la frequenza obbligatoria alla scuola forense. Infine un criterio di valutazione il più omogeneo possibile, anche con l'accentramento degli esami post-selezione a Roma».
Carlo Stragapede

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