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Lunedì 25 Settembre 2017 | 08:21

Nato-show nel golfo di Taranto

Esercitazione aeronavale dell'Alleanza atlantica, alla presenza del segretario generale Jaap de Hoop Scheffer, del sottosegretario alla Difesa Verzaschi, del capo di stato maggiore della Difesa Di Paola e di ambasciatori ospiti
Nato-show nel golfo di Taranto
Marina militare - Centrale radar TARANTO - Navi della Nato salpano da Taranto, ma all'improvviso si materializza la minaccia di alcuni terroristi a bordo di gommoni veloci: è il primo atto di un falso attacco, simulato oggi nell'ambito di un'esercitazione dell'Alleanza Atlantica svoltasi a circa 10 miglia dalla costa. Un'attività addestrativa finalizzata a verificare le capacità operative del gruppo 2 della Forza navale permanente della Nato (Snmg 2), soprattutto in funzione antiterrorismo.
L'esercitazione si è articolata in sei fasi. Le unità della Nato - sei in tutto guidate dal cacciatorpediniere statunitense Roosevelt, con in più una fregata ucraina - hanno subito respinto, facendo fuoco, l'attacco lanciato con i gommoni. Poco dopo è stato simulato in mare aperto un rifornimento alle navi turca e statunitense da parte dell'unità italiana "Stromboli", che insieme al "Pantelleria" ed al sommergibile "Scirè" hanno fatto da supporto all'esercitazione. Le fasi del rifornimento sono state controllate dall'alto da un aereo italiano "Atlantic", con equipaggio misto Aeronautica-Marina.
Proprio durante il rifornimento è stata simulata una nuova emergenza, di fronte alle quale le navi della forza Nato hanno reagito prontamente, separandosi in pochi secondi. Marina militare
L'esercitazione è proseguita con un'operazione di "boarding", cioè un'ispezione a bordo di una nave sospetta da parte di due team di incursori, uno italiano del reggimento San Marco e l'altro della nave ucraina, che al termine dei controlli sono stati recuperati con un elicottero e con due gommoni.
Sempre secondo lo scenario simulato, a bordo della nave ispezionata è stato trovato qualcosa di sospetto; da qui la necessità di scortarla fino alla base di Taranto, con l'ausilio di una motovedetta della Capitaneria di porto.
L'ultima fase dell'esercitazione è stata caratterizzata da due finti attacchi aerei al "Roosevelt", con quattro aerei "Tornado" e due "AV8". Attacchi ai quali la nave Usa ha reagito utilizzando anche un sistema di arma a corto raggio chiamato "Phalanx", costituito da sei piccoli cannoni rotanti e dotato di radar.
Da bordo del "Roosevelt" hanno assistito all'esercitazione il comandante supremo delle forze alleate in Europa gen.John Craddock, il segretario generale della Nato, Jaap de Hoop Scheffer, il comandante del gruppo 2 della Forza navale permanente della Nato (Snmg2), l'ammiraglio statunitense Michael Groothousen, il comandante della componente marittima Nato di Napoli, ammiraglio di squadra, Roberto Cesaretti, il Capo di stato maggiore della Marina militare italiana, Paolo La Rosa, il comandante in capo della squadra navale italiana, Giuseppe Lertora, ed il Capo di stato maggiore della Difesa Giampaolo Di Paola, il sottosegretario alla Difesa, Marco Verzaschi. Ospiti della Nato, inoltre, gli ambasciatori di Egitto, Marocco e Algeria e il rappresentante per l'Italia permanente nel Consiglio atlantico, l'ambasciatore Stefano Stefanini.

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