Cerca

Giovedì 21 Settembre 2017 | 19:50

«Sotto torchio» il padre di Ciccio e Tore

Undici ore di interrogatorio per Filippo Pappalardi che «è stato anche messo a confronto con alcuni testimoni». La matrigna invece si è avvalsa della facoltà di non rispondere • Per la difesa elementi di accusa insufficienti
BARI - Durante le undici ore di interrogatorio Filippo Pappalardi «è stato anche messo a confronto con alcuni testimoni». Lo ha rivelato il procuratore della Repubblica di Bari, Emilio Marzano, lasciando la questura dove si è svolto l'interrogatorio dell'uomo, indagato per il sequestro dei suoi figli scomparsi da Gravina in Puglia il 5 giugno 2006.
«Tra i testimoni messi a confronto con Pappalardi - ha precisato il magistrato - non c'era il ragazzino-testimone» che nell'agosto scorse disse alla polizia di aver visto (alle 21.30 circa del 5 giugno 2006, orario dell'ultimo avvistamento dei piccoli) i due fratellini salire sull'autovettura del loro papà. Pappalardi - ha riferito Marzano - «ha detto che non è stato lì», in piazza delle Quattro Fontane.
Se dovesse chiudere oggi l'indagine chiederebbe il rinvio a giudizio di Pappalardi?, è stato chiesto al magistrato. «Il compito - ha replicato il procuratore - che spetta ad un inquirente dopo aver fatto una serie di atti abbastanza complessi e così faticosi, è quello di ragionare su ciò che abbiamo raggiunto e trarne delle conclusioni, come dire serene, ma con la dovuta serietà. Quindi, non è possibile rispondere a questa domanda. Rispondere ora, nell'immediatezza di una prova abbastanza faticosa, non sarebbe serio».
A chi gli chiedeva se fossero emersi elementi nuovi dall'interrogatorio, Marzano ha risposto: «Elementi nuovi riguardano la possibilità o la misura in cui sono ancora sostenibili certe tesi difensive di Pappalardi. Cioè se ci sono delle contraddizioni che in realtà non sono state sciolte, o altre sì, e quale peso abbiamo. Questo è il lavoro che noi dobbiamo fare». Alla domanda se la posizione dell'indagato si sia aggravata, Marzano ha replicato: «Noi dobbiamo riprendere tutte le fila per capire con completezza se si sia aggravata».

LA MATRIGNA NON RISPONDE AI PM
Si è avvalsa della facolta' di non rispondere Maria Ricupero, convivente di Filippo Pappalardi, il papà di Salvatore e Francesco, scomparsi da Gravina in Puglia dal 5 giugno 2006. La donna, accompagnata dal suo legale ha lasciato la questura di Bari alle 20, dopo aver atteso l'interrogatorio per 10 ore. L'audizione del suo convivente è invece andata avanti tutta la notte.
«La signora Ricupero - ha detto l'avvocato della donna, Serafino Picerno - si è avvalsa della facoltà di non rispondere perché ha già risposto in precedenza» agli investigatori. «Si tratta - ha concluso il legale - di una scelta personale della signora che non è in buona salute e ha per questo prodotto certificati medici».
Ricupero è comparsa davanti ai magistrati come persona informata dei fatti, tuttavia è stata assistita dal suo legale di fiducia essendo indagata nel procedimento relativo a presunti maltrattamenti compiuti ai danni dei fratellini.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400

Altri articoli dalla sezione