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Giovedì 21 Settembre 2017 | 08:54

Intossicati da gas zona industriale Taranto

Alcuni dipendenti della locale Ausl sono andati al pronto soccorso per irritazione agli occhi, cefalea e nausea. Non è chiaro quale stabilimento abbia disperso le sostanze tossiche
TARANTO - Alcuni dipendenti del Dipartimento dipendenze patologiche e del Servizio Tossicodipendenze dell'Ausl di Taranto, al lavoro nei locali dell'ex ospedale «Testa» del capoluogo ionico, sono rimasti intossicati a causa di una fuga di gas sprigionatasi dagli stabilimenti della zona industriale.
La sede in cui prestano servizio si trova a poche centinaia di metri di distanza dall'Ilva e dall'Agip.
Gli operatori hanno dovuto far ricorso alle cure dei sanitari del pronto soccorso dell'ospedale «Santissima Annunziata» e sono stati giudicati guaribili in sette giorni. Il referto parla di irritazione agli occhi, cefalea e nausea provocati da inalazione di gas.
Non è la prima volta che gli operatori del dipartimento Dipendenze patologiche dell'Ausl di Taranto restano intossicati da fughe di gas che si sprigionano dai vicini stabilimenti industriali. La struttura dell'ex ospedale «Testa», dove lavorano medici, psicologi, assistenti sociali e infermieri del servizio Tossicodipendenze, si trova sulla statale 106 Taranto-Reggio Calabria, quasi di fronte allo stabilimento Agip e a poche centinaia di metri dall'Ilva.
Già in passato i tecnici dell'Arpa - l'agenzia regionale che si occupa del monitoraggio ambientale - avevano rilevato in quella zona un livello assolutamente fuori dalla norma di sostanze inquinanti e di polveri sottili riconducibili all'attività della grande industria.
La struttura dell'ex ospedale «Testa» ha in trattamento circa 900 pazienti, tra tossicodipendenti, alcoolisti e persone affette da dipendenze patologiche di varia natura. Gli operatori hanno già segnalato in passato la necessità di locali più adeguati al particolare e delicato compito del Sert. La direzione generale dell'Ausl tarantina avrebbe già un progetto che prevede l'utilizzo della struttura del «Testa» come deposito e archivio, con il contestuale trasferimento del dipartimento in una sede più idonea ma non ancora individuata.

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