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Mercoledì 20 Settembre 2017 | 22:17

Morti in ospedale: 2 errori tecnici

Lo si legge nella relazione dagli esperti della commissione interna della Asl di Taranto che mira ad accertare la dinamica di quanto è accaduto nell'Unità di terapia intensiva coronarica dell'ospedale di Castellaneta. Come si ricorderà, nei giorni scorsi, nel reparto del nosocomio pugliese sono morti alcuni pazienti a causa di un presunto scambio di tubi di ossigeno e protossido di azoto
ROMA - Non uno ma bensì due gli errori tecnici rilevati dagli esperti della commissione interna della Asl di Taranto nella Utic dell'ospedale di Castellaneta. Lo si legge dalla relazione che è stata appena completata dal gruppo di ingegneri coordinati da Emanuele Fisicaro. I rilievi effettuati hanno permesso di accertare che è stato commesso un primo errore di collegamento (cioè quello relativo allo scambio ossigeno protossido di azoto). Il secondo errore ha invece riguardato la tubazione di adduzione dell'aria medicale (che serve per altri macchinari, compresi i respiratori e gli aerosol) verso la unità di terapia intensiva coronarica (UTIC), che risulta collegata alla dorsale di distribuzione dell'ossigeno.
Perciò, le prese di ossigeno nella UTIC emettono protossido di azoto, mentre quelle dell'aria medicale emettono ossigeno.
La anomalia per il secondo errore di collegamento rilevato non ha prodotto, in realtà, alcuna conseguenza clinica ed impiantistica, tenuto conto dell'uso e della frequenza di utilizzazione dell'aria compressa da parte del reparto. Secondo le conclusioni della relazione "si possono, con ragionevole certezza, individuare livelli di responsabilità con diversi gradi di influenza" per "la mancata marcatura degli impianti gas medicinali in numerose parti ed in particolare laddove è stato eseguito l'innesto dell'ampliamento".
Una seconda responsabilità sempre legata alla mancata marcatura "ricade sulla ditta costruttrice degli impianti gas medicali per aver dichiarato il Dispositivo Medico impianto gas medicali dell'ospedale di Castellaneta conforme alla normativa UNI EN 737-3, con una corresponsabilità attribuibile alla direzione dei lavori ed ai collaudatori della Stazione Appaltante, riferita ai compiti di vigilanza e verifica".

LA OSSITALIA NON RISULTA TRA LE SUBAPPALTATRICI DELL'OSPEDALE
La Ossitalia, l'azienda che ha eseguito l'impianto dell'ospedale di Castellaneta, non risulta fra le società subappaltatrici per la realizzazione degli impianti dell'ospedale. Ad affermarlo è una relazione aggiuntiva del coordinatore della inchiesta interna alla Asl di Taranto, Emanuele Fisicaro, che ha firmato anche le altre due relazioni, quella medica resa nota la scorsa settimana e quella tecnica conclusa oggi. L'unico contratto di subappalto è quello fra la ditta di Salvatore Matarrese (per la realizzazione degli impianti di gas medicali nel completamento dell'ospedale di Castellaneta) e la ditta Sapio. La ditta Sapio, si legge ancora nel documento, a sua volta "non è mai stata autorizzata a subappaltare i lavori alla Ossitalia". Nella stessa relazione si ricorda anche che l'esecuzione delle prestazioni affidate in subappalto "non può formare oggetto di ulteriore subappalto".

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