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Domenica 24 Settembre 2017 | 03:29

«Il padre depistò le indagini»

Filippo Pappalardi, il papà dei due fratellini scomparsi a Gravina il 5 giugno 2006 sarà nuovamente interrogato il prossimo 22 maggio. L'uomo ha sostenuto che i ragazzi «sono spariti da vicino a casa mia»
BARI - Presunti episodi di depistaggio delle indagini saranno contestati a Filippo Pappalardi, il papà dei due fratellini scomparsi a Gravina in Puglia (Bari) il 5 giugno 2006, nel corso dell'interrogatorio a cui l'uomo sarà sottoposto il 22 maggio nella questura di Bari. A Pappalardi saranno chieste spiegazioni sulle dichiarazioni - ritenute fuorvianti - che l'uomo ha rilasciato agli inquirenti sul luogo in cui si trovavano i figli prima della scomparsa.
All'interrogatorio, fissato in mattinata, parteciperanno il procuratore della Repubblica Emilio Marzano, il sostituto procuratore inquirente Antonino Lupo, il dirigente della squadra mobile Luigi Liguori, e il difensore di Pappalardi, indagato per il sequestro di persona dei due figli, Angela Aliani.

Oltre a Pappalardi sarà ascoltata dai magistrati anche la convivente dell'uomo, Maria Ricupero, in qualità di «persona informata dei fatti» nel procedimento relativo alla scomparsa di Francesco e Salvatore Pappalardi, di 14 e 12 anni. La donna sarà però assistita da un legale essendo indagata in un procedimento connesso relativo a presunti episodi di maltrattamenti compiuti ai danni dei due fratellini.
Il presunto depistaggio su cui saranno chiesti chiarimenti a Pappalardi non è un'aggravante di un reato (sarebbe come se l'uomo avesse favorito se stesso) ma - secondo gli inquirenti - è uno degli indizi (non vi è infatti alcuna prova) su cui poggia l'indagine nei suoi confronti.

A Pappalardi - a quanto si è saputo - sarà contestato di aver fornito agli inquirenti notizie fuorvianti sul luogo della scomparsa dei figli e di aver ribadito le indicazioni durante i numerosi appelli tv. Inoltre, gli verranno chieste spiegazioni sulla cosiddetta «pista romena» che l'uomo ha alimentato per mesi ma che è risultata agli inquirenti priva di riscontro.
Anche questa pista - sottolineano fonti vicine all'indagine - può essere letta come un «chiaro depistaggio». In sostanza, l'uomo ha sempre sostenuto che i suoi bambini erano stati portati in Romania da persone vicine all'ex moglie, Rosa Carlucci, mamma dei due scomparsi.
Nel corso delle numerose audizioni a cui è stato sottoposto dalla polizia prima di essere indagato, Pappalardi ha sostenuto che Francesco e Salvatore «sono spariti da vicino a casa mia», facendo intendere che i due fratellini erano stati prelevati con la forza da qualcuno mentre si trovavano per strada, a poca distanza da casa. Secondo le indagini, invece, i due fratellini sono scomparsi a diversi chilometri di distanza dalla loro abitazione, in piazza delle Quattro Fontane, nei pressi del Municipio di Gravina. Nella piazza i due ragazzini sono stati visti per l'ultima volta da un loro coetaneo alle 21.30 del 5 giugno 2006.
Il ragazzino-testimone, nell'agosto scorso, ha raccontato alla polizia di aver visto i due fratellini salire sulla lancia Dedra blu del loro papà e ha aggiunto di essere stato rimproverato da Filippo Pappalardi per aver bagnato Francesco e Salvatore mentre giocava con loro con le pistole ad acqua.

LA DIFESA DI PAPPALARDI: RISPONDERA' SU TUTTO
Filippo Pappalardi «non si avvarrà certo della facoltà di non rispondere: replicherà a tutte le domande che gli saranno rivolte». Anticipa solo questo l'avv.Angela Aliani sull'interrogatorio a cui il suo assistito sarà sottoposto il 22 maggio prossimo nella questura di Bari.
Nel corso dell'interrogatorio Pappalardi dovrà difendersi dall'accusa di sequestro di persona, reato per il quale ha da tempo ricevuto un'informazione di garanzia.
Per quanto riguarda l'audizione della convivente dell'uomo, Maria Ricupero, indagata per maltrattamenti, questa sarà sempre assistita da Aliani, a meno che i magistrati inquirenti non rilevino l'incompatibilità del legale: a scopo precauzionale - si è saputo - il difensore si presenterà all'audizione di Ricupero accompagnata da un altro legale di fiducia della donna.

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