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Venerdì 22 Settembre 2017 | 01:16

Ampolle d'arte per la manna di San Nicola

Angelo Pace Potenzieri, scultore, pittore e abile artigiano della pietra e del ferro, di Palo del Colle (Ba) ha deciso di recuperare l'arte vetraria antica per realizzare i preziosi contenitori
bottiglie manna San Nicola(nella foto, due bottiglie dal tesoro di San Nicola) BARI - Chissà quante opere d'arte, specialmente quadri, sculture sarebbero andati persi senza la protezione del vetro. Per non dire dei libri, dei reperti archeologici, degli antichi documenti su carta pecora o papiro. Sotto campane di vetro sono conservati alcuni pregevoli presepi napoletani o le statue di cartapesta dei santi protettori. Solo in una… culla di vetro i vini più pregiati durano per anni specie se nel fresco delle cantine. E per goderne appieno niente di meglio che libare il vino da calici di vetro. Protegge anche il gioco: basti pensare alle polle nelle quali gondole, cattedrali, torri, Biancaneve e i sette nani, la zucca di Cenerentola sono conservati e…innevati non appena la polla viene rigirata.
Nel vetro il Sangue di San Gennaro e la Manna di San Nicola. Non si mettono sotto vetro, per meglio conservarli fagioli, ceci, piselli, marmellate, tonno, sottaceti?
Il vetro conserva per questo dal passato guarda al futuro. Di vetro ci si innamora.

Angelo Pace Potenzieri, scultore, pittore e abile artigiano della pietra e del ferro, di Palo del Colle (Ba). Visitando qualche anno fa il museo della Basilica di San Nicola, dove sono esposte alcune delle più belle manne, se ne innamorò a tal punto da decidere di farle lui stesso imitandole in tutto e per tutto. Potenzieri per raggiungere lo scopo, ha dovuto affrontare un primo serio problema. Le vere ampolle erano di vetro lavorato a Murano oppure di pregiato cristallo di Boemia. Tanto si pretendeva in passato perché solo il vetro, per la sua purezza, era degno di custodire il «Sagro liguore» considerato persino eulogia, vale a dire benedizione. Vetro anche perché adatto ad essere dipinto con scene della vita e dei miracoli dei santi.
Ebbene Potenzieri non s'è perso d'animo. Per non farsi salassare dai costi dei vetri pregiati, oppure ridursi a far caraffine in comuni boccioni incollandovi sopra le immagini di San Nicola, decise di soffiarsele lui le ampolle. S'è costruito a Palo del Colle una fornace, ha studiato le tecniche dei maestri vetrai di Murano, ha provato e riprovato e, infine, ecco che soffiando nella silice incandescente, ha realizzato la prima bottiglia.

Cosa non si faceva, e non si fa, per una bottiglia! Non di acqua minerale, di vino o di grappa disponibili ovunque. No, ci riferiamo alle bottiglie, quasi sempre quadrangolari, meglio note come vitream ampullanun o «Ampolle, Caraffine, Vetri di San Nicola».
Sono assai rare anche perché ritenute miracolose specie se con il «Sagro liguore della manna, che dalle Ossa del Santo perennemente scatorisce». Beato chi ne possiede di antiche perché valgono un Perù, anzi una…manna. Parola che deriva da «man'hu», che vuol dire «che cos'è», domanda che si posero Mosé e gli ebrei moribondi per fame nel deserto, quando dal Cielo piovve il dolce, misterioso alimento. Tanto ambite che per possederne si intrapresero avventurosi viaggi, s'accesero risse che dettero la stura a vertenze giudiziarie narrate tra storia e leggenda in antichi documenti negli archivi nicolaiani.

«Ne ho fatte centinaia specializzandomi sempre di più - racconta Potenzieri - e si vede subito quando una bottiglia è soffiata. Ha sul fondo il tondino che prova il punto da dove s'è insufflata aria e il collo, forgiato a parte, è saldato al resto del manufatto». Poi, però, bisogna dipingere ad olio l'ampolla perché la straordinarietà di questi vetri sono le pitture che narrano vita, morte e miracoli del taumaturgo.

Le ampolle più pregiate sono quelle dipinte da Michele Montrone, nato a Bari nel 1838 noto per grandi dipinti sacri, specie pale d'altare.
«Gli stessi soggetti, specie quelli nicolaiani li riproduceva sulle bottiglie della manna - ricorda Nicola Cortone, appassionato studioso del Montrone e in procinto di pubblicare un libro sul maestro - e Potenzieri imita assai bene quello stile pittorico, perciò a lavoro finito, ecco che si è di fronte ad un capolavoro».
La bottiglia della manna è completa quando chiusa con nastri, pezze di velluto rosso, merletti. O «tappate con turacci e fettucce, cera di Spagna e cartapecora», come si legge in un documento del 1844.
Ed è quello che fa Potenzieri non senza aver prima messo nell'ampolla il «Sagro liguore», che stilla, profumato dalle ossa di San Nicola, dopo averlo mischiato ad acqua salmastra.

Adesso le ampolle di Potenzieri sono esposte, tra quelle antiche, nel Museo Nicolaiano.
Quanto costa una bottiglia così? «Non ne vendo più - dichiara l'artista - da quando ho scoperto che alcuni negozianti cui avevo affidato in esposizione i miei Vetri, li spacciavano per antichi vendendoli, a mia insaputa, a cifre da capogiro».
Evidentemente ci sono ancora in giro molti eredi dei 62 marinai baresi che nel 1087 trafugarono da Myra le ossa di San Nicola il quale, essendo anche protettore dei ladri…

Vittorio Stagnani

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