Cerca

Martedì 19 Settembre 2017 | 15:43

Mafia foggiana voleva uccidere giudice

La scoperta del progetto criminoso nell'ambito dell'operazione Osiride, che ha smantellato un clan dedito a chiedere il «pizzo» ad imprenditori di pompe funebri. Indagati anche dipendenti dell'ospedale
FOGGIA - All'alba di questa mattina gli agenti della squadra mobile della Questura di Foggia hanno eseguito 10 ordinanze di custodia cautelare in carcere nei confronti di altrettante persone accusate di associazione mafiosa finalizzata alle estorsioni. Le indagini sono partite dopo le scarcerazioni dei presunti mafiosi Roberto Sinesi e Raffaele Tolonese ritenuti all'apice dell'organizzazione criminale di stampo mafioso operante nella provincia di Foggia, i quali avevano raggiunto una «pax mafiosa» tendente alla spartizione del territorio e dei proventi derivanti da illecite attività tra cui quella di acquisire il controllo del settore delle onoranze funebri in tutto il territorio provinciale. Nel corso dell'operazione, denominata 'Osiridè, vi sono anche imprenditori e dipendenti di imprese di onoranze funebri. Secondo quanto emerso dalle indagini attraverso atti intimidatori l'organizzazione mafiosa aveva imposto ad altre imprese di onoranze funebri di pagare 500 euro per ogni funerale effettuato, oltre all'obbligo di affidare alle agenzie funebri riconducibili all'associazione mafiosa la trattazione delle pratiche amministrative relative al trasporto dei defunti, per le quali veniva applicata una tariffa maggiorata. Indagati, inoltre, altre 22 persone, tra cui dipendenti degli Ospedali Riuniti, guardie giurate, dipendenti e volontari del 118 che fornivano notizie ai componenti dell'associazione mafiosa per ogni decesso che avveniva presso le strutture sanitarie foggiane, in cambio di denaro. Tra le persone indagate vi era anche Giuseppe Scopece titolare di una agenzia di onoranze funebri e misteriosamente scomparso nel novembre dello scorso anno, probabilmente vittima di lupare bianca. Nel corso delle indagini, grazie anche alle dichiarazioni di un nuovo collaboratore di giustizia, la squadra mobile ha scoperto anche un progetto per uccidere il sostituto procuratore della repubblica di Foggia, Giuseppe Gatti, impegnato in alcune delicate indagini: l'omicidio doveva essere messo a segno all'interno della stazione ferroviaria nel momento in cui il magistrato giungeva con il treno. Le ordinanze di custodia cautelare sono state emesse dal gip presso il tribunale di Bari Parisi su richiesta del Pm della DDA di Bari Cavone.

CLAN VOLEVA UCCIDERE PM FOGGIA
La mafia foggiana aveva progettato di uccidere il sostituto procuratore della Repubblica di Foggia Giuseppe Gatti. E' quanto emerge dalle indagini della squadra mobile che stamattina ha smantellato un clan mafioso foggiano che - secondo l'accusa - imponeva il pizzo ad agenzie di pompe funebri della Capitanata.
Il pm Gatti, impegnato in indagini per reati contro la pubblica amministrazione, doveva essere ucciso nella stazione ferroviaria di Foggia, nel momento in cui arrivava in treno. Il progetto di attentato - a quanto è dato sapere - è stato rivelato alla polizia da un nuovo collaboratore di giustizia. Attualmente il magistrato è sotto tutela.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400

Altri articoli dalla sezione