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Lunedì 25 Settembre 2017 | 01:10

Bari - La Regione "studia" la FdL

Il Consiglio pugliese, su iniziativa del presidente Pietro Pepe, ha ascoltato la relazione del manager della Fiera del Levante, Cosimo Lacirignola per un riassetto dell'ente
Cosimo Lacirignola, presidente Fiera del levante e direttore Istituto agronomico mediterraneo BARI - Il Consiglio regionale della Puglia sta attuando la politica di consultazione e di ascolto degli enti che fanno capo alla Regione. In questa logica l'invito del presidente Pietro Pepe al presidente della Fiera del Levante, Cosimo Lacirignola, ad illustrare alla conferenza dei presidenti il programma per attuare la missione della Campionaria a favore della Puglia e del Mezzogiorno. «Si è trattato di un incontro molto costruttivo durante il quale sono state analizzate questioni generali, attinenti al ruolo di internazionalizzazione della Fiera del Levante in un contesto geo-politico in rapida evoluzione, e anche questioni che attengono al rilancio ed ammodernamento della struttura - ha dichiarato il presidente Pepe, per il quale «la Puglia può e deve assolvere un ruolo di primo piano nel Mediterraneo, puntando, innanzitutto, ai Balcani e ai Paesi della riva meridionale». «La Fiera del Levante è il fiore all'occhiello del sistema regionale, ma occorre creare le giuste sinergie per valorizzare tutte le rassegne che si svolgono in Puglia».
Rappresentanti dell'Ufficio di Presidenza, tutti i capigruppo consiliari e l'assessore Mimmo Lomelo hanno avuto un ampio scambio di vedute col presidente dell'ente fieristico, accompagnato dal vice Antonio Ciuffreda e dai consiglieri d'amministrazione Paolo Mazzone e Paolo Nitti. «La Fiera è il ministro degli esteri della Puglia - ha detto ancora Pepe - è l'unico strumento per collegarci al Mediterraneo e all'Oriente. È giusto fare il punto delle sue prospettive in considerazione di un valido processo di collaborazione e in vista dei progetti che la Fiera intende realizzare alla luce dei grandi cambiamenti in atto a livello economico e politico nel mondo». «Il punto - ha fatto presente Lacirignola - è proprio come proporre la nostra Fiera nello scenario futuro e alla vigilia di una serie di scadenze». Nel 2010 la zona di libero scambio, nel 2013 l'esaurimento dei fondi strutturali europei. «Si tratta di cogliere il momento, che porrà molti problemi ma anche molte opportunità, valorizzando la posizione strategica nella città, tra il porto e l'aeroporto, una felice peculiarità data dalla storia». Si punta ad un riassetto dell'ente: «della governance, delle strutture, della gestione del personale, del prodotto che vogliamo offrire al territorio». Una legge quadro regionale dovrà ridisegnare i modelli di trasformazione degli enti fieristici partecipati ed una ipotesi segue l'esempio milanese: una fondazione che possa garantire il patrimonio ed una gestione affidata ai privati, con le opportune garanzie.
È indispensabile ammodernare le strutture, che risentono dei 77 anni di anzianità, proponendo l'area fieristica come sede del centro congressi-eventi del quale Bari dovrebbe dotarsi: per Lacirignola, infatti, «non basta solo mostrare prodotti, occorre parlare dei problemi attuali e proporre soluzioni. Importante è il contenitore, ma vitale è soprattutto il contenuto, il format sul quale puntare». Sul piano estero la Fiera del Levante vuole entrare tra le grandi rassegne internazionali, su quello interno aprirsi al suo territorio, col quale vuole sempre più raccordarsi. Strategiche le alleanze con gli altri enti fieristici. L'ambito geopolitico di riferimento restano il Mediterraneo, per la tecnologia, e i Balcani, per i nostri prodotti. Quanto alle manifestazioni, è in corso una riflessione per ottimizzare la proposta, anche rispetto alle date. Si punterà sempre sulla Campionaria, momento sempre importante al quale apportare alcuni miglioramenti. Agrilevante diventerà una rassegna specializzata, si sposterà ad ottobre e il suo posto nel tradizionale appuntamento fieristico di settembre sarà preso da «Fishing Med», la fiera della pesca, che si candiderà ad ospitare gli stati generali della filiera ittica nel Mediterraneo. Progetti innovatici per una Fiera che a detta del suo presidente «vuole essere la sintesi di volontà condivise di un territorio che deve fare squadra, fare sistema, per esprimere appieno tutte le sue potenzialità».

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