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Martedì 26 Settembre 2017 | 05:42

Due tubi scambiati hanno seminato morte

Due tubi scambiati hanno seminato morte
BARI - Un errato collegamento in fase di esecuzione dell'impianto: è questa la causa che ha portato alla diffusione di protossido di azoto e non di ossigeno nelle mascherine collocate sopra le spalliere dei letti dell'Unità di terapia intensiva coronarica dell'ospedale civile di Castellaneta.
Lo afferma il direttore generale della Asl, Marco Urago, in un foglio scritto a penna e inviato la scorsa notte all'assessore alle Politiche della Salute della Regione Puglia, Alberto Tedesco.
Il direttore generale della Asl Urago ha riferito all'assessore Tedesco quanto gli era stato comunicato dagli esperti della ditta di manutenzione dell' impianto, la Siram, dopo il sopralluogo compiuto nella struttura poche ore prima.
La lettera è stata letta poco fa dall'assessore Tedesco nel corso di un incontro con i giornalisti tenuto sulla questione insieme con il presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola.
«La presenza di protossido di azoto all'interno dei circuiti dei gas medicali al servizio del reparto Utic - scrive Urago a Tedesco - è stata causata da un errato collegamento in fase di esecuzione dell'impianto della linea di ossigeno alla linea principale di distribuzione del protossido di azoto utilizzato da altri reparti anzichè sulla linea principale di distribuzione dell'ossigeno".
"Il punto dell'impianto dove si è verificata l'inversione di collegamento tra l'ossigeno e il protossido di azoto - si legge ancora nella nota - è ubicato in prossimità di un cavedio centrale del primo piano della struttura dove si trovano le montanti di distribuzione di tutti i gas medicali (atrio, blocco, e porta Utic)".

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