Cerca

Venerdì 22 Settembre 2017 | 12:00

«A dicembre riaprirà il Museo di Taranto»

Lo comunica il sovrintendete per la Puglia, Giuseppe Andreassi. Il Museo nazionale archeologico ha collezioni databili dall'epoca preistorica all'epoca della colonizzazione spartana
TARANTO - Il primo piano della sede del Museo nazionale archeologico di Taranto, che ha un ricco patrimonio con preziose collezioni di oreficeria e terracotte risalenti ai secoli tra il periodo ellenistico e quello romano, riaprirà i battenti in dicembre quando i lavori di restauro saranno, dopo sette anni, parzialmente completati.
Il Museo nazionale archeologico di Taranto è uno dei musei più importanti della Puglia per la ricchezze e l'omogeneità delle sue collezioni databili dall'epoca preistorica, ottavo secolo a.C, all'epoca della colonizzazione spartana di Taranto, il cosiddetta periodo della Magna Grecia - sono di questo periodo le famosissime collezioni di gioielli e la testa di Artemide simbolo del museo - fino alla tarda età romana con un gran numero di terracotte. Nel dare la notizia della parziale riapertura del Museo con un comunicato, il sovrintendete ai beni archeologici per la Puglia, Giuseppe Andreassi, ricorda che l' iter dei lavori ha avuto inizio con la chiusura della sede, Palazzo San Pasquale nel 1998 e il successivo trasferimento della sede della Sovrintendenza nel convento di San Domenico, nella città vecchia, e quello delle collezioni prima a Sant'Antonio e dal 2000 a Palazzo Pantaleo. In queste sedi, in questi anni, sono stati attuati percorsi ridotti con mostre tematiche.
Alla sua riapertura, il Museo avrà una nuova disposizione interna: nelle sale non si succederanno più le singole collezione, ma i reperti saranno in mostra secondo grandi temi. Per consentire la riapertura, e il trasferimento delle collezioni, a partire da luglio sarà chiuso parzialmente Palazzo Pantaleo, dove saranno visibili nelle ore serali alcune tombe a camera o zone di necropoli. Il nuovo allestimento che sarà inaugurato a dicembre, sarà incentrato - informa Andreassi - sul territorio di Taranto, dalle più antiche testimonianze preistoriche fino a quelle tardoantiche che saldano la documentazione archeologica con quella monumentale. L' allestimento, per temi e successione cronologica - continua il sovrintendente - illustrerà gli aspetti della città greca, in rapporto con il mondo indigeno, dal IV secolo a.C. fino alla tarda età romana.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400

Altri articoli dalla sezione