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Martedì 26 Settembre 2017 | 07:46

Cassazione: il padre di Giusy non voleva uccidere Mangini

Depositati i motivi della sentenza relativamente alla vicenda di Carlo Potenza: il papà della quindicenne, uccisa a Manfredonia (Foggia) il 12 novembre 2004, non voleva uccidere Pasquale Mangini (accusato di aver fatto prostituire la stessa minore) quando lo ferì a coltellate; di conseguenza la riduzione di pena decisa dalla Corte di appello di Bari è legittima
FOGGIA - Carlo Potenza, il padre della quindicenne Giusy uccisa a Manfredonia (Foggia) il 12 novembre 2004, non voleva uccidere Pasquale Mangini, che è accusato di aver fatto prostituire la stessa minore e venne ferito a coltellate; di conseguenza la riduzione di pena decisa dalla Corte di appello di Bari è legittima. E' questo il motivo per cui la Cassazione ha confermato la condanna emessa in secondo grado nei confronti di Potenza ad un anno e dieci mesi di reclusione.
In questi giorni la Cassazione ha depositato i motivi della sua decisione, adottata circa un mese fa. In primo grado Potenza era stato condannato, con rito abbreviato, a quattro anni di reclusione per tentativo di omicidio. Nel luglio 2006 la Corte di appello di Bari aveva ridotto la pena ad un anno e dieci mesi, qualificando il reato come lesioni personali aggravate e concedendo all'imputato le attenuanti generiche. La Procura della Repubblica di Bari aveva presentato ricorso in Cassazione, ritenendo che si trattasse di tentativo di omicidio, ma la Cassazione ha respinto il ricorso.
"Ne prendiamo atto - commenta il difensore di Mangini, l'avv. Francesco Santangelo - dal momento che la Cassazione ha stabilito che i colpi inferti da Potenza non erano così profondi da mettere in pericolo la vita di Mangini. Per noi la vicenda del ferimento si chiude qui, anche perchè Potenza ha già sofferto abbastanza per altri motivi".

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