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Martedì 19 Settembre 2017 | 15:42

Immigrazione - Chiude il Cpt Brindisi

Provvedimento ufficiale del ministro degli Interni, Giuliano Amato. Con il centro di permanenza temporanea pugliese porte chiuse anche per quelli di Ragusa e di Crotone. Primo passo per superare la legge Bossi - Fini
ministro Interno, Giuliano Amato ROMA - È ufficiale: chiudono i Cpt di Brindisi, Ragusa e Crotone. Mentre verranno approfondite le condizioni di altre strutture di permanenza temporanea degli immigrati: in particolare, quelle di Torino, Bologna, Modena e Gradisca d'Isonzo (Gorizia). Attività che potrebbero concludersi con eventuali altre soppressioni o riqualificazioni delle strutture stesse. La conferma arriva da una nota del Viminale, in cui si riferisce che «il ministro dell'Interno, Giuliano Amato, ha disposto la soppressione dei Centri di permanenza temporanea ed assistenza (Cpta) di Brindisi, Crotone e Ragusa e ha avviato un approfondito studio sulle altre strutture, in vista di ulteriori, eventuali, soppressioni o della loro riqualificazione, anche in funzione di una diversa missione istituzionale».
Lo studio, specifica il Viminale, «terrà conto delle esigenze che emergeranno dal territorio, attraverso un`attenta valutazione dei Prefetti e dei Comitati provinciali per l`Ordine e la Sicurezza pubblica e della posizione espressa dai rappresentanti degli Enti territoriali. Una particolare ponderata attenzione sarà dedicata alle strutture di Torino, Bologna, Modena e Gradisca d`Isonzo (Gorizia)».
Le strutture dei Centri di identificazione (Cid), riferisce ancora il ministero, saranno "rivisitate e le misure di sicurezza in esse adottate saranno ricondotte ad una doverosa proporzionalità, in relazione alle finalità dei Centri medesimi".
Il superamento della legge Boss-Fini è una riforma «necessaria» perché i meccanismi adottati dalla legge del governo Berlusconi sull'immigrazione «hanno favorito uno sproporzionato ingresso di immigrazione clandestina nei confronti dell'immigrazione legale». Il ministro dell'Interno Giuliano Amato, ha presentato così il ddl sull'immigrazione approvato dal Consiglio dei ministri che impegna il governo ad adottare entro 12 mesi un decreto legislativo attuativo. Dal testo approvato oggi in Cdm scompare la possibilità di accesso ai concorsi pubblici per gli immigrati in possesso della carta di soggiorno mentre si conferma sostanzialmente il resto dell'impianto.


SUPERATO SCOGLIO COPERTURA: Con l'ok di questa mattina è stato così superato l'ultimo scoglio, quello della copertura finanziaria: la riforma della Bossi-Fini non genera alcun problema di copertura nel 2007 - ha sottolineato Amato - visto che "le spese si collocano nel 2008". La palla passa al ministro dell'Economia Padoa Schioppa che dovrà valutare "se fare una quantificazione ora per poi rimettere il tutto in post-finanziaria 2008, oppure rimandarla al post-finanziaria 2008 senza neppure quantificare le spese".
Ma ecco i punti salienti della riforma prevista dal ddl licenziato dal governo:
FLUSSI D'INGRESSO: Con il ddl Amato-Ferrero il governo intende "promuovere l'immigrazione regolare, favorendo l'incontro tra domanda e offerta di lavoro di cittadini stranieri". Cambia il meccanismo di determinazione dei flussi d'ingresso: la programmazione delle quote massime di extracomunitari da ammettere sul territorio nazionale diventa triennale. In sostanza, ogni anno sarà possibile aumentare il numero di ingressi di cittadini stranieri, adeguandolo "ad ulteriori e nuove esigenze del mercato del lavoro".
COLF E BANDANTI: Il via libera riguarda in particolare colf e badanti: la quota stabilita potrà essere superata "in una misura prefissata", in presenza di un numero di richieste di nulla osta superiore. Previsti inoltre ingressi "fuori quota" per alcune categorie di lavoratori, come professori universitari, ricercatori e "personalità di chiara fama".
LISTE DI COLLOCAMENTO: Nascono le "liste di collocamento" all'estero, a cui potranno iscriversi "i lavoratori stranieri che intendano fare ingresso in Italia per lavoro subordinato, anche stagionale". Le liste, "organizzate in base alle singole nazionalità", saranno tenute dalle rappresentanze diplomatiche e consolari italiane o "presso le autorità dei paesi di origine".
SPONSOR E 'AUTO-SPONSOR': Torna lo sponsor-garante (già previsto dalla Turco-Napolitano). A fare da garante per l'ingresso in Italia di un immigrato extracomunitario potrà essere sia un privato cittadino sia uno sponsor istituzionale: enti locali, sindacati, associazioni imprenditoriali. Una delle novità più importanti introdotte dal ddl è la possibilità, per il cittadino straniero in possesso di "risorse finanziarie adeguate al periodo di permanenza sul territorio nazionale", di "autosponsorizzarsi". Il provvedimento abolisce inoltre il contratto di soggiorno e prevede procedure semplificate per il rilascio del visto d'ingresso, del permesso di soggiorno e del suo rinnovo.
PERMESSI DI SOGGIORNO: La validità iniziale dei permessi di soggiorno si allunga ad un anno per chi ha un contratto di lavoro a tempo determinato di durata inferiore a sei mesi, due anni per un contratto superiore a sei mesi, tre anni per un rapporto di lavoro a tempo determinato o autonomo. La durata dei permessi raddoppia in sede di rinnovo. Il permesso di soggiorno resterà valido, in caso di cessazione del rapporto di lavoro, per un ulteriore anno in modo da consentire all'immigrato di cercare una nuova occupazione senza scivolare nella clandestinità. Il prefetto potrà rilasciare permessi di soggiorno per motivi umanitari, anche a favore dello straniero che dimostri spirito di appartenenza alla comunità civile.
VOTO ALLE COMUNALI: Gli stranieri con carta di soggiorno, che in base alla nuova normativa si può ottenere dopo cinque anni di residenza regolare in Italia, potranno "votare o essere candidati alle elezioni comunali".
AL VIA RIFORMA CPT: Il ddl non parla di chiusura, ma di "radicale riforma" dei Centri di permanenza temporanea e assistita "alleggerendo la platea dei soggetti potenzialmente destinati" in queste strutture. Il testo fa riferimento al "progressivo svuotamento dei Centri come proposto dalla Commissione De Mistura" (ma una direttiva firmata proprio oggi dal ministro Amato prevede anche la chiusura dei Cpt di Brindisi, Crotone e Ragusa). Il nuovo sistema funzionerà così: innanzitutto viene interrotta la continuità tra carcere e Cpt che oggi interessa molti immigrati in Italia. La riforma introduce nuove procedure per identificare gli stranieri durante la detenzione e avviarli all'espulsione senza passare per i Cpt, anche attraverso l'accesso a programmi di rimpatrio assistito.
Gli stranieri irregolari sbarcati o comunque individuati saranno destinati in strutture di accoglienza vera e propria "non a carattere detentivo", nelle quali saranno identificati e informati sulle misure che li riguardano (dal diritto di asilo alla legislazione in materia di tratta e sfruttamento del lavoro). Nei Cpt saranno ospitati solo i clandestini che attendono di essere espulsi e che si sono sottratti alla identificazione. I Centri saranno 'apertì: è prevista la possibilità che possano essere visitati da autorità politiche, associazioni e giornalisti. (segue)
Roma, 24 apr. (APCom) - Il capo del Dipartimento per le Libertà Civili e l`Immigrazione, inoltre, promuoverà "progetti di riqualificazione dei Centri di accoglienza (Cda) finalizzati al miglioramento degli standards di ospitalità attualmente previsti, con particolare attenzione al rispetto dei diritti e delle dignità delle persone e garantendo, altresì, l`unità dei nuclei familiari".
Amato, riferisce ancora il Viminale, ha emanato poi una seconda direttiva invitando i Prefetti ad "assumere nuovi criteri per l`accesso ai Centri, garantendo la più ampia trasparenza e conoscenza dell`attività e dei servizi resi agli ospiti". In tutte le strutture sarà consentito "l`accesso ai rappresentanti delle organizzazioni umanitarie internazionali e nazionali, come l`Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (Unhcr), l`Organizzazione internazionale per le migrazioni (Oim) e la Croce rossa italiana". Potranno varcare i cancelli anche "sindaci, presidenti di Provincia e presidenti di Giunta e di Consiglio regionale". "I soggetti del privato sociale, in relazione alle proprie finalità, saranno ammessi a svolgere specifiche attività di assistenza sulla base di convenzioni con gli enti locali o con i Prefetti", precisa il ministero.
Accesso anche ai giornalisti, assieme ai fotocineoperatori che li accompagnano, sulla base di "un`autorizzazione che sarà rilasciata dai Prefetti, sentiti gli enti gestori delle strutture interessate". Nello stabilire le modalità e i tempi delle visite, si dovrà tener conto delle "esigenze di tutela della privacy di coloro che sono ospitati nei Centri e della necessità di non creare intralcio alle attività svolte all`interno delle strutture".

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