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Martedì 26 Settembre 2017 | 20:17

A Brindisi «rampa di lancio» contro la fame nel mondo

Annunciato l'ampliamento della locale Base di pronto intervento umanitario delle Nazioni Unite • Una base strategica per le emergenze che ha assistito ogni anno in media 30 Paesi
• Sheeran, direttore del Programma alimentare mondiale : «più sforzi per archiviare le foto di quei bambini con i pancini gonfi»
Brindisi - Aiuti Onu, Nazioni Unite BRINDISI - Potenziare gli interventi nelle emergenze che si verificano nel mondo. Parte da questa esigenza l'accordo sottoscritto dal Programma alimentare Mondiale delle Nazioni Unite e dal governo italiano che prevede l'ampliamento della Base di Pronto intervento Umanitario dell'Onu (Unhrd) che ha sede nell'aeroporto militare di Brindisi. Un annuncio dato oggi dal nuovo Direttore Esecutivo del Pam, Josette Sheeran, e dal sottosegretario alla Difesa Giovanni Forcieri.

Il ministero della Difesa ha messo a disposizione delle Nazioni Unite gli spazi della vicina ex Base Usaf di San Vito dei Normanni, 15 ettari, il 12% dell'intera superficie, che consentiranno di potenziare le possibilità di stoccaggio e custodia dei materiali necessari nelle primissime fasi delle emergenze (tende, magazzini prefabbricati, materiale sanitario, biscotti ad alto contenuto energetico). I costi per la ristrutturazione dei nuovi spazi (5 milioni di euro) saranno finanziati dal governo italiano e cioè dal ministero degli Affari Esteri-Direzione Generale per la Cooperazione allo sviluppo.

«Sconfiggere la fame nel mondo - ha detto il nuovo capo del Pam - è possibile perchè possediamo know-how, possediamo la scienza, la tecnologia, la logistica». Sheeran ha auspicato la collaborazione di tutti i popoli del mondo «di tutte le singole persone, al di là dei governi». Basta solo pensare «che è possibile cambiare o salvare una vita umana con appena 40 euro all anno o 34 dollari all'anno».
Il Pam, la più grande agenzia umanitaria del mondo, ogni anno fa fronte ai bisogni nutrizionali dei più poveri sfamando una media di 90 milioni di persone, inclusi 58 milioni di bambini affamati, in almeno 80 paesi poverissimi del pianeta. Risponde rapidamente alle emergenze, grazie alla nuova rete di depositi che ha creato, sul modello di Brindisi, in Ghana, negli Emirati Arabi, in Malesia e a Panama. Dal 2000 la base di Brindisi ha assistito in media 30 paesi e inviato 2.000 tonnellate di aiuti.

Il contributo speciale di cinque milioni di euro per la ristrutturazioni degli edifici di San Vito dei Normanni si aggiunge a quello che la Direzione generale italiana per la cooperazione allo sviluppo destina ogni anno al Pam per la gestione della base di Brindisi. «Gli equilibri geopolitici - ha detto Forcieri - si spostano e mutano» e la Base di San Vito dei Normanni «un tempo in uso alle forze armate americane, si è trasformata, con un forte simbolismo, da avamposto del mondo occidentale nella guerra fredda a avamposto della comunità internazionale nella lotta alla povertà, all'emergenza, al bisogno delle popolazioni minacciate dalle crisi umanitarie». E in questo momento storico, secondo Forcieri, la pace e la stabilità vanno perseguite «attraverso un sistema complesso e completo di strumenti politici, diplomatici, economici, culturali e, quando e se necessario, anche militari».
Nel corso della cerimonia di annuncio dell'ampliamento è stata sottolineata l'importanza della base di Brindisi, che grazie alla collocazione geografica e alle infrastrutture di cui dispone consente all'Onu di attingere agli stock di cibo e di altri materiali pronti per essere distribuiti, nel giro di 24-48 ore, alle popolazioni nelle emergenze umanitarie, siano esse causate da disastri naturali o, come sempre più di frequente accade, da crisi e conflitti armati.

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