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Sabato 23 Settembre 2017 | 12:54

Lecce - Il "sex village" del transessuale Amanda

Fabrizio Elia, 48 anni, è stato arrestato dalla Polizia con un'ex prostituta di 69 anni (per l'età, chiusa ai "domiciliari") con l'accusa di sfruttare la prostituzione di ragazze importate dal Sud America in 15 case a luci rosse. Altri 4 uomini, fra i quali un avvocato, ai "domiciliari" per presunta complicità nell'immigrazione clandestina delle prostitute
Blitz Polizia LECCE - Un transessuale - Fabrizio Elia, di 48 anni, noto col nome di Amanda - era, secondo la Polizia, il gestore a Lecce di una quindicina di case a luci rosse nelle quali sfruttava la prostituzione di numerose donne immigrate clandestinamente dal Sudamerica.
Elia è stato arrestato in un'operazione della Squadra mobile della Questura di Lecce, nella quale sono state sequestrate le case, per un valore complessivo di due milioni di euro, e sono state arrestate altre cinque persone, tutte poste ai domiciliari: un'anziana donna, ex prostituta, per sfruttamento della prostituzione e quattro uomini per favoreggiamento dell'immigrazione clandestina. Tra questi ultimi, un avvocato civilista, Gianluca Starace, di 36 anni.
Elia e la donna arrestata, che ha 69 anni, sono accusati di favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione. A lui - secondo gli investigatori - erano intestati 13 appartamenti che il transessuale dava in affitto alle donne che si prostituivano, prendendo introiti decisamente superiori ai prezzi di mercato. Anche alla donna arrestata è stato sequestrato un appartamento.
L'avvocato Starace e altri tre arrestati sono invece accusati di favoreggiamento dell'immigrazione clandestina. Secondo gli investigatori, Starace si è prestato nel regolarizzare la posizione di ragazze giunte nel capoluogo salentino dal Sud America, aiutandole a trovare una sistemazione negli appartamenti dove si prostituivano. Egli tuttavia non è coinvolto - a quanto è stato reso noto - nel favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione.
Le indagini sono state avviate nell'estate 2006. Gli arresti sono stati fatti sulla base di ordinanze di custodia cautelare in carcere emesse dal giudice per le indagini preliminari presso il tribunale di Lecce Vincenzo Scardia, su richiesta del Pm inquirente, Patrizia Ciccarese.

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