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Giovedì 21 Settembre 2017 | 14:09

Altamura - «Omicidio per uno schiaffo»

I carabinieri hanno arrestato un pregiudicato di 48 anni: il 2 aprile scorso avrebbe assassinato un 26enne in una sala giochi per vendicare il gesto compiuto dal giovane nei confronti di suo figlio 15enne
Carabinieri ALTAMURA (Bari) - Uno schiaffo dato ad un quindicenne che aveva osato offenderlo in pubblico: sarebbe questo il movente dell'omicidio di Filippo Dininno, il ventiseienne assassinato il 2 aprile scorso in una sala giochi di Altamura (Bari). Lo hanno accertato i carabinieri del Comando provinciale di Bari, che hanno arrestato il presunto responsabile del delitto: si tratta di un pregiudicato di 48 anni, papà del quindicenne che - secondo l'accusa - uccidendo Dininno ha lavato col sangue l'offesa ricevuta dal figlio.
Secondo gli inquirenti, due settimane prima del delitto, Dininno aveva preso a schiaffi il figlio del presunto assassino perché questi lo prendeva in giro chiamandolo «Z' fun» (sifone), che era in realtà il nomignolo con il quale veniva chiamato il fratello di Dininno, Stefano, ucciso a 20 anni in un agguato compiuto il 21 giugno 2002.
L'arrestato è accusato dal Pm inquirente del Tribunale di Bari, Antonino Lupo, di omicidio volontario aggravato dalla premeditazione e dai futili motivi, e di porto e detenzione illegale di arma da fuoco. A suo carico i carabinieri della Compagnia di Altamura ritengono di aver raccolto «pesanti indizi».
Dininno fu assassinato con due colpi di pistola da un sicario che agì con il volto scoperto e che fece irruzione nella sala giochi "Coconù", all'interno della quale si trovavano almeno otto persone. Dopo essere stato ferito, Dininno fu condotto in ospedale da uno dei clienti della sala giochi ma morì durante l'intervento chirurgico. Così come era la vittima, anche il suo presunto assassino - secondo i carabinieri - è legato a personaggi della criminalità altamurana.

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