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Martedì 26 Settembre 2017 | 07:45

Brindisi - 5 arresti per auto «taroccate»

L'organizzazione attraverso la ripunzonatura dei numeri identificativi, riusciva a reimmatricolare e a rivendere autovetture rubate come veicoli usati
BRINDISI - Una operazione è in corso dall'alba a Brindisi da parte della polizia, tesa a sgominare una organizzazione che, attraverso la ripunzonatura dei numeri identificativi, riusciva a reimmatricolare e a rivendere autovetture rubate. L'ordinanza di custodia cautelare in via di esecuzione, emessa dal giudice della indagini preliminari Simona Panzera su richiesta del sostituto procuratore Maria Cristina Fasano, riguarda cinque persone coinvolte nel raggiro.
Tutti gli indagati, secondo quanto è stato accertato dalle indagini, avevano un¨attività di copertura strettamente collegata al mondo delle autovetture: l'autodemolitore, il carrozziere, il venditore di auto. L'organizzazione agiva nei comuni di Ostuni, Fasano, Carovigno, San Pietro Vernotico e Ceglie Messapica.
Nell'operazione sono impegnati agenti del commissariato di polizia di Mesagne e della squadra mobile di Brindisi. Negli ultimi mesi la polizia ha sequestrato molte autovetture già pronte per essere rivendute dopo che era stato taroccato il loro numero di matricola.

Gli investigatori hanno accertato che il sodalizio criminoso riusciva a procurarsi i veicoli rubati sia attraverso autodemolitori sia facendo arrivare anche dall'estero carcasse di veicoli incidentati. Con questo sistema - è stato accertato - riuscivano ad entrare in possesso di targhe e documenti del veicolo da rottamare che venivano utilizzati nuovamente per dare 'nuova vità alle auto rubate.
Le indagini sono state avviate dopo che una delle vittime, alla quale era stata rubata un'auto, ha riconosciuto la propria vettura tra quelle in esposizione nella sede di una concessionaria di Ostuni. Le indagini sono state svolte dalla squadra mobile e dalla polizia stradale di Brindisi e dal commissariato di polizia di Mesagne.
Le persone arrestate sono Pietro Cesario, di 52 anni, di Ostuni, Vito Vita, di 33, di Carovigno, Claudio Elia, di 47, di San Pietro Vernotico, Donato Palmisano, di 44, di Fasano, e Giovanni Nigro, di 59, di Ceglie Messapica. Nell'inchiesta risulta inoltre indagato Rosario Potenza, di 38 anni, di Matino (Lecce). Sono accusati, a vario titolo, di aver ripunzonato i numeri di matricola dei telai di una decina di auto rubate in Italia ma anche all'estero.

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