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Lunedì 25 Settembre 2017 | 01:09

Centrale Enel di Brindisi: «disposti a ridurre le dispersioni di carbone, ma...»

Enel è disponibile a venire incontro alle esigenze di ambientalizzazione degli impianti e, in particolare, a realizzare la copertura del carbonile situato a ridosso della centrale e a riprendere il cammino per la costruzione di un molo dedicato alle operazioni di scarico del carbone
BRINDISI - Enel è disponibile ad attuare accorgimenti per ridurre la dispersione delle polveri di carbone nel funzionamento della centrale termoelettrica di Cerano, ma non condivide per intero l'indicazione data dal Governo di abbattere le emissioni di anidride carbonica (Co2) del 33% in cinque anni. Ha avuto così un valore interlocutorio l'incontro dedicato al rapporto centrale-ambiente, svoltosi stamane nella sede del Comune di Brindisi, tra gli enti locali brindisini, la Regione Puglia ed una delegazione dell'Enel.
In discussione la necessità di giungere alla sottoscrizione di una convenzione per disciplinare il funzionamento della centrale termoelettrica di Cerano che produce 2.640 megawatt utilizzando esclusivamente carbone, tanto da essere ritenuta tra le più inquinanti per emissione di anidride carbonica.

Dall'Enel, la cui delegazione era guidata dall'ing.Sandro Fontecedro, è giunta disponibilità a venire incontro alle esigenze di ambientalizzazione degli impianti e, in particolare, a realizzare la copertura del carbonile situato a ridosso della centrale e a riprendere il cammino per la costruzione di un molo dedicato alle operazioni di scarico del carbone. Disponibilità anche, da parte della società elettrica, a potenziare il servizio di monitoraggio ambientale affidandone la gestione agli enti locali, e a rilanciare il ruolo di Brindisi come centro di ricerca in campo energetico.
Sulle emissioni di anidride carbonica si sono invece registrate differenze tra l'Enel e gli Enti locali. L'Enel ha detto di essere disponibile a ridurre ulteriormente le emissioni, ma per l'anidride carbonica di una quota inferiore del 10% rispetto al 33% calendarizzato in cinque anni dal Piano nazionale di assegnazione elaborato dai ministeri dell'Ambiente e dello Sviluppo economico per rientrare nei parametri del protocollo di Kyoto. Ridurre il Co2 significa contenere l'utilizzazione di carbone.
Su questo aspetto del confronto le parti si sono allontanate. Nessuno ha parlato di rottura, ma è sembrata ancora lontana una conclusione positiva della trattativa.

LE RAGIONI DI ENEL E ENTI LOCALI
L'assessore regionale all'ambiente, Michele Losappio, ha rileva che «Il confronto con l'Enel non parte da stamattina, ma è il secondo su Brindisi, intervallato da una serie di incontri a livello regionale. Registriamo passi in avanti che verranno sottoposti all'attenzione di comune, provincia e regione e dell'opinione pubblica per la riduzione della produzione del carbone come sistema principale per veicolare la riduzione del Co2 ed anche per la riduzione di emissioni inquinanti che riguardano la NOx, la SO2 e le polveri, così come anche per ciò che riguarda le opere di ambientalizzazione che Enel doveva impostare, ivi compreso il problema del carbonile. Questi passi in avanti devono essere ancora verificati; è possibile che vi sia da parte degli enti locali un'ulteriore richiesta e cioè quella della modifica del Piano energetico regionale, come può darsi di no. Certamente il clima rispetto alla precedente riunione di due mesi fa è migliorato perchè l'Enel è giunta all'incontro odierno con delle proposte che vanno in orientamento con le nostre richieste».

L'ing.Sandro Fontecedro, capo delegazione dell'Enel ha detto che la società ha sollecitato la ripresa del dialogo, «tanto che - ha detto - nei giorni scorsi avevamo scritto ai tre enti perchè riteniamo che il dialogo sia strumento indispensabile per una convivenza positiva tra istituzioni, territorio ed azienda. Oggi abbiamo sicuramente fatto un passo in avanti. Sono stati ipotizzati degli scenari sia da parte nostra che da parte delle delle istituzioni e ritengo che oggi siano abbastanza sovrapposti».
Secondo il presidente della Provincia, Michele Errico, «i risultati che ci hanno presentato a livello di proposta vanno in parte nella direzione giusta, ma indipendentemente dalla sottoscrizione della convenzione. Vale a dire che la chiusura del carbonile di Brindisi Sud, il molo carbone, la restituzione alla città del parco carbone di Brindisi Nord, gli enti di ricerca sono cose indipendenti dalla sottoscrizione della convenzione. Il problema principale che abbiamo posto è il rispetto delle direttive del ministero dell'Ambiente e dello Sviluppo economico per quanto riguarda l'assegnazione delle quote di Co2 che comportavano di per sè una riduzione del 33% della attuale produzione e quindi dell'utilizzo del carbone. Su questo c'è stata una proposta del 10% che è assolutamente inaccettabile. In primo luogo, devo portare queste proposte alla attenzione dell'opinione pubblica e del consiglio provinciale: non mi assumo una responsabilità di questo tipo da solo. In secondo luogo abbiamo altre vie per piegare l'Enel rispetto a quel 10%».

Il sindaco Domenico Mennitti ha detto che il Comune ha posto il confronto «in termini molto chiari. Intanto - ha affermato - c'è un dato sul quale non si discute più e cioè l'ambientalizzazione. Avremo il molo carbonile, avremo il carbonile coperto, un monitoraggio accuratamente pubblico e realizzeremo tutto quanto necessario per garantire alla cittadinanza il massimo della tutela. In più Brindisi sarà presto centro di ricerca per quanto riguarda il Co2 che rappresenta un altro argomento su cui bisogna intervenire. Il fatto nuovo è che Enel si è dichiarata disponile non solo a ridurre del 10% da subito la Co2, ma anche le emissioni che fanno parte della cosiddetta bolla, che sono già state rispettate per il 2006 ma che dovranno avere un'ulteriore riduzione. Ora i dati verranno offerti in maniera ufficiale in modo che il consiglio comunale e provinciale possano, discutendo, adattarli alle proprie necessità».

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