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Sabato 23 Settembre 2017 | 02:15

Bari - Niente confisca per la Fibronit

La Corte di Cassazione ha annullato senza rinvio la sentenza con la quale la Corte di Appello di Bari aveva confiscato il suolo su cui sorge l'ex fabbrica di cemento amianto
BARI - La Corte di Cassazione ha annullato senza rinvio la sentenza con la quale la Corte di Appello di Bari aveva confiscato il suolo su cui sorge l'ex fabbrica di cemento amianto Fibronit, attiva fino alla metà degli anni ottanta nel capoluogo pugliese.
Lo hanno deciso i giudici della Terza Sezione Penale della Suprema Corte che, pur riconoscendo la rilevanza penale del comportamento tenuto dall'unico imputato nel procedimento, l'ex responsabile Fibronit, Stefano Artese, hanno annullato senza rinvio anche la sentenza di condanna nei suoi confronti ritenendo i reati contestati (discarica abusiva e getto di cose pericolose) estinti per prescrizione.
Artese in secondo grado, il 21 ottobre 2005, era stato condannato a un anno di arresto e a 12.000 euro di ammenda, oltre al risarcimento dei danni a diverse parti civili. La validità del risarcimento dei danni alle parti civili è stata invece confermata dalla Suprema Corte che ha disposto che la liquidazione avvenga in sede civile.
Annullando la confisca e il conseguente trasferimento della proprietà dei beni al Comune di Bari, la Cassazione ha disposto la restituzione dei suoli "agli aventi diritto", ossia alla curatela fallimentare della Fibronit.

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