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Giovedì 21 Settembre 2017 | 05:28

Truffa da 3 milioni con assegni falsi

Secondo la Dda di Torino, i pugliesi avrebbero acquistato auto con assegni non coperti e le avrebbero rivendute sotto costo in un autosalone di Matera. 6 gli indagati
BRINDISI - Acquistavano autovetture con assegni falsi e le rivendevano sotto costo in un autosalone di Matera. E' la maxitruffa, da circa 3 milioni di euro, di cui sono accusate sei persone che devono rispondere, a vario titolo, anche di associazione per delinquere, estorsione e ricettazione. Il presunto raggiro - che potrebbe avere dimensioni anche più vaste in quanto le indagini sono ancora in corso - è stato scoperto dalla direzione distrettuale Antimafia di Torino, che ha coordinato le indagini della polizia stradale di Brindisi, Taranto, Lecce e Matera.
Tra gli indagati ci sono Maria Bidini, 64 anni di Brindisi, che aveva prestato il proprio nome per l'autosalone di Matera, il figlio di 40 anni Elia Moscatelli e Angelo Quarini, sessantenne di San Vito dei Normanni (Brindisi).
I tre avevano aperto l'autosalone da circa un anno e si rifornivano, sotto falso nome, da 18 grosse concessionarie: una a Pescara, una a Chiavari (Genova) e tutte le altre in Torino e provincia. Dopo aver pagato le prime vetture per accreditarsi presso di loro, a febbraio i truffatori, che agivano con nomi di fantasia, hanno iniziato ad acquistare con assegni a vuoto quindici o trenta auto per volta di media cilindrata, come Fiat Grande Punto, Alfa 147 e Mercedes Classe A, per un totale di 300 autovetture.
Le concessionarie hanno avuto i primi sospetti di essere state truffate quando hanno scoperto su Internet che l'autosalone di Matera rivendeva le auto sotto costo. Ai concessionari che hanno chiesto spiegazioni, i truffatori hanno proposto la restituzione del 30% dei mezzi comperati e mai pagati. Alcuni hanno accettato, mentre altri li hanno denunciati. Nel corso di alcune perquisizioni, la polizia stradale ha sequestrato sei conti correnti e 140 vetture, un'ottantina delle quali erano state occultate in due depositi di Brindisi e Lecce. Molte altre, invece, sono state sequestrate a privati e ad altri autosaloni, che le avevano comperate dai truffatori. Sono già state restituite agli aventi diritto.

Le auto acquistate con assegni falsi venivano rivendute anche con un ribasso del 20% dalla concessionaria aperta a Matera da Maria Bidini con il figlio, Elia Moscatelli, e un altro brindisino, Angelo Quarini.
L'autosalone di Matera aveva una succursale a Gravina in Puglia da dove sarebbero transitate centinaia di auto pagate con assegni post-datati firmati con nomi falsi e che facevano riferimento a conti correnti vuoti in banche brindisine.
Ulteriori particolari sulle indagini sono stati resi noti nel pomeriggio a Brindisi dal dirigente della polizia stradale, Silvano Retucci, che ha condotto le indagini coordinate dalla procura antimafia di Torino.
Per il primo periodo di attività, la concessionaria B.Dini attiva da circa un anno e mezzo, aveva regolarmente pagato le auto che acquistava per carpire probabilmente la fiducia dei venditori. Poi ha cominciato con le truffe. La stradale ha individuato a Brindisi e Lecce due depositi di auto e rivendite di veicoli. A Brindisi sono state sequestrate 53 auto, tutte acquistate con la truffa, mentre a Lecce i veicoli sequestrati sono stati 20. Negli ultimi giorni, era stata sequestrata anche un'altra decina di autoveicoli a privati o altre piccole concessionarie del territorio di Brindisi.
La stradale ha anche sequestrato un centinaio di carte di circolazione ed altri documenti sui quali sono in corso altri accertamenti. Secondo quanto accertato, la vendita avveniva spesso con alcune inserzioni sui giornali locali o su alcuni siti internet.

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