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Martedì 26 Settembre 2017 | 09:33

Veronesi cittadino onorario di Bari

L'oncologo ha ricevuto dal sindaco Emiliano le chiavi della città. Ricordata l'attività del medico nel promuovere l'Istituto oncologico di Bari, struttura di eccellenza a livello nazionale
BARI - L'oncologo Umberto Veronesi ha ricevuto stamani a Bari la cittadinanza onoraria, nel corso di una cerimonia alla quale hanno partecipato il presidente della Regione, Nichi Vendola, l'assessore regionale alle politiche della salute, Alberto Tedesco, il sindaco, Michele Emiliano, e il presidente nazionale della Lega italiana per la lotta contro i tumori, Francesco Schittulli.
Emiliano ha anche consegnato a Veronesi le chiavi della città: «Bari è una città aperta per vocazione - ha detto il sindaco rivolgendosi a Veronesi - ma custodirne la via d'accesso è un ulteriore motivo per continuare questa bellissima amicizia tra lei e Bari».
«Particolari e significativi - ha detto Emiliano leggendo la motivazione - sono i rapporti che legano la Puglia e in particolare la città di Bari al professor Veronesi. E' merito suo l'aver promosso la fondazione dell'Istituto oncologico di Bari, struttura di eccellenza a livello nazionale; l'aver saputo formare una generazione di oncologi, tra cui il senologo barese Schittulli, che è inserita nel mondo scientifico a livello nazionale e internazionale».
Grazie agli oncologi baresi che si sono formati presso la scuola del professor Veronesi - ha continuato Emiliano - «Bari è stata la prima città in Italia a ospitare presso l'Oncologico il Dipartimento donna, una struttura sanitaria in cui viene delineato un unico percorso riservato alla patologia tumorale femminile».

«Questo riconoscimento - ha detto Veronesi - oltre che di commozione, mi riempie di gioia e di soddisfazione perchè lo interpreto come un segno di apprezzamento per una lunga vita totalmente dedicata alla lotta contro i tumori. E' stata una sorpresa, l'ho saputo solo ieri sera quando l'amico Schittulli me l'ha annunciato. Questo amore che ho sempre avuto per Bari e per la Puglia, al punto che ho una casa in questa regione, l'ho tenuto gelosamente nascosto e ho avuto l'impressione che qualcuno avesse aperto il mio cuore e avesse scoperto questo sentimento segreto. Il mio amore per la Puglia e il Sud viene da molto lontano, da quando ero bambino: i miei primi amici erano pugliesi. La seconda fase del mio amore per il Meridione - ha continuato - è venuta dopo, quando le circostanze mi fecero incontrare un amico, il medico Peppino Giannattasio, che è nipote di Giustino Fortunato. Aveva deciso di ripubblicare con Casa Laterza il carteggio tra Fortunato e Salvemini e leggendo quelle pagine ho capito a fondo il significato della questione meridionale. Da allora sono diventato un meridionalista convinto.
Da medico - ha concluso - ho sentito il dovere di diffondere la cultura oncologica nel Sud e per questo ho creato trent'anni fa un centro a Rionero in Vulture, mi sono impegnato per l'Oncologico salentino che poi è nato e perchè quello di Bari avesse una sede adeguata. Adesso mi sento davvero uno di voi».

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