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Sabato 23 Settembre 2017 | 20:25

Bari rumorosa, ma diminuiscono Pm10

E' questa la fotografia del capoluogo di regione scattata dal Treno Verde, la campagna di Legambiente e Ferrovie dello Stato, che ha lo scopo di monitorare lo stato dell'inquinamento atmosferico e acustico nelle città italiane
BARI - Decibel oltre i limiti e PM10 in ribasso: questa è la fotografia scattata a Bari dal Treno Verde, la campagna di Legambiente e Ferrovie dello Stato, realizzata con il contributo di Sorgenia, che ha lo scopo di monitorare lo stato dell'inquinamento atmosferico e acustico nelle città italiane e informare i cittadini sui temi della sostenibilità ambientale, grazie a una mostra interattiva, incontri e dibattiti. I dati finali dell'inquinamento atmosferico e acustico sono stati presentati stamani in conferenza stampa, alla presenza di Rossella Muroni, segreteria nazionale Legambiente,Vittorio Valentini, responsabile laboratorio mobile dell'Istituto Sperimentale di RFI, Francesco Tarantini, presidente Legambiente Puglia, Aniello Semplice, direttore regionale Trasporti Puglia Trenitalia, Maria Maugeri, assessore all'Ambiente del Comune di Bari. Secondo il monitoraggio effettuato dal Laboratorio mobile RFI posizionato per 72 ore consecutive, dal 19 al 21 marzo in Via Roberto da Bari angolo via Piccinni, i valori degli agenti inquinanti sono nella norma, mentre le indagini fonometriche rivelano livelli di decibel oltre la soglia consentita dalla legge. Vero punto debole è il rumore, come si evince dai risultati che presentano superamenti regolari sia del limite diurno di 65 decibel, con sforamenti intorno ai 4-5db, che del limite notturno di 55db, con una media di superamenti dai 7 ai 9db in più rispetto alla soglia di allarme. Sotto controllo, invece, gli agenti inquinanti messi sotto osservazione dal Laboratorio mobile RFI (PM10, CO, NO2, SO2 e O3), anche grazie alle condizioni atmosferiche favorevoli alla dispersione degli inquinanti.

Il PM10, famigerate polveri sottili altamente dannose per la salute dell'uomo, fa registrare nei tre giorni di campionamento, valori che rientrano nel limite di legge giornaliero di 50 microgrammi al metro cubo (mg/m3) : rispettivamente 42, 27 e 23 mg/m3. Non bisogna però lasciarsi ingannare dalla positività di questi valori perchè nelle giornate di monitoraggio la pioggia e il vento hanno spazzato via questo inquinante. Anche il campionamento del benzene non ha superato la soglia dei limiti di legge. Questo monitoraggio, effettuato utilizzando un campionatore passivo, il «radiello», brevettato dalla Fondazione Maugeri di Padova e analizzato dal Laboratorio dell'Istituto Sperimentale di RFI è stato compiuto attraverso un rilevamento ambientale di sette giorni, dal 26 febbraio al 5 marzo in Via Marchese di Montrone. Il risultato è di 2,6 mg./m3 e rientra nel limite di legge stabilito per il 2007 di 8 mg/m³. «I risultati di questi giorni, seppur positivi, non possono tranquillizzarci - ha dichiarato Francesco Tarantini, presidente Legambiente Puglia -. A Bari, infatti, nel 2007 sono stati già 23 i giorni in cui il PM10 ha superato i limiti di legge contro i 35 all'anno consentiti per legge. Il maggiore imputato per la diffusione nell'aria delle polveri sottili e dell'inquinamento acustico resta, di fatto, il traffico veicolare, particolarmente intenso per raggiungere il centro. È fondamentale che l'amministrazione aumenti e renda più popolari i Park & Ride, la nuova soluzione intermodale già sperimentata con successo a Bari. Questa possibilità permette ai cittadini di parcheggiare l'auto alle porte della città e di utilizzare l'autobus: in questo modo si unisce il beneficio ambientale a quello economico, grazie al prezzo competitivo del servizio.»

«Tra le 74 città italiane monitorate da Legambiente sui livelli di PM10 ben 37, in appena tre mesi, hanno già superato il limite di legge dei 35 giorni di sforamento, consentiti dalla legge in un anno - ha dichiarato Rossella Muroni, segreteria nazionale Legambiente -. Ben il 50% delle città italiane sono, pertanto, già oltre i limiti consentiti. Proprio per questo è importante ricordare che la mobilità sostenibile è un diritto inalienabile di tutti i cittadini e necessaria per tutelare la salute di tutti. Le ricette che Legambiente propone da tempo per combattere l'inquinamento atmosferico e rendere più vivibili le città sono semplici: ampliamento delle ztl, protezione delle corsie preferenziali, piste ciclabili, car sharing, car pooling, intermodalità e potenziamento dei mezzi pubblici. I mezzi alternativi all'automobile privata, come bicicletta, mezzi pubblici e car sharing non solo permettono una forte riduzione dell'inquinamento, ma anche delle spese. È compito delle amministrazioni incentivare queste forme di trasporto e spronare i cittadini a preferirli al mezzo privato, con livelli di qualità competitivi».

Vittorio Valentini, responsabile Laboratorio Mobile di RFI, commenta così i risultati relativi alle indagini di questi giorni a Bari: «Sui risultati delle indagini sull'inquinamento atmosferico hanno inciso le condizioni metereologiche che sono state favorevoli alla dispersione degli inquinanti. Da notare come nella giornata di lunedì, in condizione di maggiore stabilità, si siano registrati dei valori medi orari di PM10 superiori ai 50 mg/m3. Sul fronte del rumore, i rilevamenti effettuati a Bari confermano decibel notturni, sempre oltre i 62db contro il limite di 55db. Tutti gli studi presi in esame dalla Facoltà di Medicina e Chirurgia dell'Università «la Sapienza» di Roma sono concordi nell'affermare che valori di rumorosità notturna inferiori ai 40 decibel consentono di dormire 20 minuti in più rispetto alla media. Al contrario, se il frastuono supera i 70db aumenta la possibilità della riduzione o della scomparsa delle fasi IV (sonno profondo) e Rem (sogno) del sonno. L'Oms afferma che la rumorosità notturna è superiore ai livelli massimi di tollerabilità per l'orecchio umano nel 98% delle aree urbane italiane».

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