Cerca

Lunedì 25 Settembre 2017 | 13:49

Puglia - Stop dalla Regione alla «pillola del giorno dopo»

E' sospesa l'efficacia della circolare interna con la quale una quindicina di giorni fa era stata disposta la fornitura a carico del servizio sanitario locale della pillola contraccettiva ai consultori, agli ambulatori territoriali di ginecologia, ai servizi ospedalieri di ginecologia, ai servizi di pronto soccorso e ai presidi di guardia medica della Ausl di Bari
BARI - E' sospesa l'efficacia della circolare interna con la quale una quindicina di giorni fa era stata disposta la fornitura della «pillola del giorno dopo» ai consultori, agli ambulatori territoriali di ginecologia, ai servizi ospedalieri di ginecologia, ai servizi di pronto soccorso e ai presidi di guardia medica della Ausl di Bari. La nuova disposizione è stata data oggi dal direttore amministrativo, Luciano Lovecchio, dal direttore sanitario, Giuseppe Lonardelli e dal commissario straordinario della Asl Ba Lea Cosentino, dopo un telegramma giunto a questo riguardo dall' assessorato alle Politiche della Salute della Regione Puglia.
«Da notizie di stampa - è scritto nel telegramma della Regione - si è appreso che codesta azienda ha proceduto con circolare interna ad autorizzare l'erogazione con fondi del servizio sanitario regionale della specialità levonorgestrel (pillola del giorno dopo, ndr) registrata dalla Aifa in fascia C, a totale carico dell'assistito. Dovendo questo assessorato approfondire la problematica di elevata portata etico-scientifica nonchè di grande rilevanza sociale,- continua il telegramma della Regione - si invita a sospendere l'efficacia di tale disposizione e ad inviare copia della stessa allo scrivente».

La circolare che ha provocato in questi giorni di polemiche era stata emessa il 6 marzo scorso dal direttore sanitario della Ausl, Giuseppe Lonardelli che nel documento, sottolineando che la pillola di emergenza «non può essere considerata una forma di aborto», ha anche scritto: «Non è pensabile poter giustificare la mancata somministrazione con l'obiezione di coscienza essendo questa ultima riservata dalla legge 194/78 alle procedure direttamente legate all'intervento per la interruzione della gravidanza, come del resto ribadito dal dirigente del nostro servizio di medicina legale in un convegno tenutosi a settembre 2006». Un passaggio questo che ha scatenato le polemiche tra i medici obiettori di coscienza.

Il commissario Lea Cosentino ha preso le distanze dall'iniziativa: quella di Lonardelli «è una circolare - ha detto - di cui non ero a conoscenza. Io - ha aggiunto - sono cattolica, e l'obiezione di coscienza va rispettata. Non si può obbligare tutti i ginecologi alla somministrazione. Ho grande rispetto per la libertà di ognuno. Non deve essere quindi un obbligo ma una facoltà».
«Con Lonardelli, comunque, - ci tiene a sottolineare Cosentino - non c'è nessuno scontro, già ieri ci siamo chiariti e ci incontreremo di nuovo: c'è una interpretazione diversa delle cose, che stiamo uniformando».
Sulla questione era intervenuto nei giorni scorsi il capogruppo di An alla Regione Puglia, Michele Saccomanno, secondo il quale l'iniziativa «è l'ennesima conferma del vero volto ideologico della giunta Vendola». Quest'ultima, in pratica, secondo An, propone solo scelte che vanno «contro il mondo cattolico». Oggi, quindi, la nuova circolare: ogni decisione sulla questione è stata sospesa «sino a nuove determinazioni in merito - si legge - da parte di questa direzione».
La pillola «del giorno dopo» è una contraccezione di emergenza: se assunta nelle 72 ore successive al rapporto che si ritiene tale da determinare una gravidanza impedisce che l'ovulo fecondato si annidi nell'utero. Può essere somministrata, se richiesta, a donne maggiorenni dopo rapporti sessuali non protetti o in casi di violenza sessuale.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400

Altri articoli dalla sezione