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Venerdì 22 Settembre 2017 | 19:14

L'Unità spinale c'è ma non funziona

Accade così che a Bari i 20 posti letto per disabili mielolesi nel centro chirurgico Asclepios, nel Policlinico del capoluogo pugliese, restino un «sogno da guardare ma non toccare», da 5 anni
BARI - Il reparto di Unità spinale c'è ormai da oltre cinque anni, grazie ai fondi della Comunità Europea, ma non è ancora stato attivato malgrado le promesse del mondo politico. Accade così a Bari che i 20 posti letto per disabili mielolesi nel centro chirurgico Asclepios, nel Policlinico del capoluogo pugliese, nuovi di zecca sono pronti ma per i malati restano da anni un vero e proprio sogno. E i traumatizzati pugliesi sono costretti ad arrangiarsi da soli e scelgono di andare ad Imola, o in Germania, o a Ginevra, anche solo per sottoporsi a visite di «manutenzione», come dice scherzosamente Gianni Romito, dell'associazione «Volare più in alto», che, a nome di tutti i traumatizzati, denuncia con forza quanto accade a Bari.

Due anni fa ha inviato una lettera ai politici della Regione Puglia e nel marzo 2006 ha incontrato il presidente della Regione, Nichi Vendola: «sembrava imminente l'apertura del reparto di Unità Spinale nel Policlinico di Bari ma da allora - racconta Gianni Romito - non se ne è saputo più nulla, un altro anno perso. E così i malati sono costretti ad estenuanti pellegrinaggi per curarsi. Ciascuno di noi - afferma Gianni Romito - deve arrangiarsi da solo in situazioni disagiate vuoi per i problemi pratici di tutti i giorni, vuoi soprattutto per quelli di carattere medico, particolarmente pressanti per pazienti affetti da problemi che necessitano di competenze multidisciplinari con particolare riferimento ai problemi urologici».

Nel Sud non c'è un centro di Unità Spinale. Al «Maugeri» di Cassano, struttura ospedaliera convenzionata con la Regione Puglia, sono disponibili solo otto posti letto, del tutto insufficienti. Stesso discorso vale per i posti letto nella struttura di Ceglie Messapica fra l'altro troppo lontana per i traumatizzati che vivono a Bari e Foggia. E' per questo che Romito chiede ancora una volta alla Regione Puglia di fare qualcosa.
Le buone notizie giungono dal prof.Gianfranco Megna, professore di Medicina e Riabilitazione nell'Università di Bari: »Sono ottimista. Proprio ieri - racconta - si è tenuto un incontro nella sede dell'Ordine dei medici durante il quale è stato annunciato che entro giugno l'Unità spinale verrà attivata». All'incontro nella sede dell'Ordine dei Medici erano presenti l'assessore alle politiche della salute della Regione Puglia, Alberto Tedesco, il direttore sanitario dell'azienda Policlinico Vitangelo Dattoli e il prof.Tommaso Fiore, esperto di fiducia in materia sanitaria della Regione Puglia.
«Quando l'Unità spinale verrà attivata sarà un momento - afferma il prof.Megna - di grande sollievo per tutti i cittadini pugliesi. In questi anni - aggiunge - abbiamo preparato dei medici che sono ad ottimi livelli; ci sono terapisti molto preparati, tanto che vengono richiesti dalle altre regioni italiane».
Nel Sud del nostro Paese non esiste nessun Centro di Unità spinale e quello nel Policlinico di Bari «potrebbe essere - conclude il prof.Megna - un punto di riferimento per le migliaia di traumatizzati costretti a lunghi ed estenuanti viaggi al Nord o all'estero".

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